A soli 34 anni, Oscar ha deciso di dire basta con il calcio giocato. Una scelta che arriva dopo mesi difficili e che ha radici in un episodio che ha segnato profondamente la sua vita, ben oltre lo sport.
L’ex centrocampista del Chelsea, tornato al San Paolo dopo la lunga parentesi in Cina, ha annunciato ufficialmente il ritiro, nonostante un contratto ancora lungo davanti a sé. Una decisione sofferta, ma inevitabile dopo quanto accaduto.
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Il malore improvviso e l’arresto cardiaco

Tutto risale allo scorso novembre, durante alcuni test fisici con il club brasiliano. Oscar si trovava sulla cyclette per una prova sotto sforzo quando ha improvvisamente perso conoscenza.
Quello che inizialmente sembrava un semplice svenimento si è rivelato molto più grave: la diagnosi ha parlato di sincope vasovagale, ma l’episodio ha portato anche a un arresto cardiaco durato circa due minuti e mezzo.
Un momento drammatico, in cui il cuore del calciatore ha smesso di battere, rendendo necessario un intervento immediato con manovre di rianimazione cardiopolmonare.
“Il mio cuore si è fermato”
Ripensando a quei momenti, Oscar ha raccontato con lucidità quanto accaduto. Il ricordo dell’attimo in cui ha perso i sensi è ancora vivido, ma ciò che lo ha colpito di più è stata la sensazione vissuta durante quel blackout.
“Il mio cuore si è fermato per due minuti e mezzo”, ha spiegato, sottolineando lo shock e la paura che ne sono seguiti nei giorni successivi.
L’esperienza di premorte che lo ha segnato
Il racconto si fa ancora più intenso quando il calciatore descrive ciò che ha provato durante quei minuti. Oscar parla di una sensazione simile a uscire dal proprio corpo, qualcosa che molte persone descrivono come esperienza di premorte.
Secondo le sue parole, si è trovato come immerso in una sorta di sogno, rapido ma molto reale. Un momento che lo ha profondamente colpito, anche sul piano emotivo.
Tra le immagini più forti, quella del figlio che gli parlava: “Torna, papà”. Un dettaglio che ha reso quell’esperienza ancora più intensa e difficile da dimenticare.
Una scelta inevitabile
Dopo quell’episodio, l’idea del ritiro ha iniziato a farsi sempre più concreta. Nonostante la voglia di continuare e la consapevolezza di essere ancora competitivo, la salute è diventata la priorità assoluta.
Oscar ha spiegato di sentirsi ancora in grado di giocare, ma di non poter ignorare quanto accaduto. Una decisione presa con razionalità, ma anche con la consapevolezza di aver rischiato la vita.
Una carriera tra Europa, Brasile e Cina
Il fantasista brasiliano chiude così una carriera importante, fatta di successi e scelte coraggiose. In Europa si è fatto conoscere con il Chelsea, vincendo Premier League ed Europa League.
Successivamente, la scelta di trasferirsi in Cina allo Shanghai SIPG, dove è diventato uno dei giocatori simbolo del campionato, conquistando titoli e guadagni molto elevati.
Infine il ritorno al San Paolo, il club dove tutto era iniziato, per chiudere il cerchio. Un finale che però nessuno avrebbe immaginato così.
Oltre il calcio, una nuova vita
Con un patrimonio importante e una carriera già scritta nella storia del calcio, Oscar guarda ora al futuro lontano dai campi. La sua esperienza resta un monito forte: anche gli atleti più preparati non sono immuni da rischi improvvisi.
E, soprattutto, lascia il segno il suo racconto umano, quello di un padre che, nel momento più difficile, ha sentito la voce del figlio richiamarlo indietro.