Il Senato ha dato il via libera definitivo al decreto bollette, trasformandolo in legge e mettendo in campo un pacchetto di misure da circa 5 miliardi di euro destinato a sostenere famiglie e imprese alle prese con il caro energia.
A sottolineare l’importanza del provvedimento è stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha definito il decreto «concreto e coraggioso», evidenziando come si tratti di un intervento senza precedenti per ampiezza e obiettivi.
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Aiuti alle famiglie: bonus più alto

Una parte significativa delle risorse è destinata alle fasce più vulnerabili della popolazione. In particolare, per oltre 2,6 milioni di famiglie già beneficiarie del bonus sociale elettrico è previsto un contributo straordinario di 115 euro per il 2026.
Questo incremento porta il totale degli aiuti fino a 315 euro, offrendo un sostegno concreto contro il peso delle bollette. Le misure vengono inoltre estese anche al teleriscaldamento, ampliando la platea dei beneficiari.
Per i nuclei familiari con Isee fino a 25mila euro viene introdotta anche la possibilità di ricevere contributi volontari da parte dei fornitori di energia, aprendo a nuove forme di sostegno.
Misure per le imprese
Il decreto interviene anche sul fronte delle imprese, con l’obiettivo di ridurre i costi energetici e migliorare la competitività. Tra le principali misure, la riduzione degli oneri generali di sistema, che andrà a beneficio di oltre quattro milioni di aziende.
Per abbassare ulteriormente i costi, è prevista la revisione degli incentivi per alcune fonti energetiche, come fotovoltaico, biogas e biomasse. Inoltre, il gas acquistato durante la crisi energetica del 2022 sarà rimesso sul mercato per contribuire a contenere i prezzi.
Un’altra misura riguarda l’aumento temporaneo dell’aliquota Irap per le aziende del settore energetico, che passerà dal 3,9% al 5,9% negli anni 2026 e 2027, con l’obiettivo di redistribuire risorse a favore del sistema.
Energia e rinnovabili
Il provvedimento introduce anche strumenti per favorire una riduzione strutturale dei costi energetici. Tra questi, la promozione di contratti di lungo termine per l’energia rinnovabile destinati alle imprese e la possibilità per i cittadini di partecipare alle comunità energetiche, anche all’interno dei condomini.
Viene inoltre sbloccata la possibilità di presentare nuove richieste di connessione per impianti rinnovabili, superando il problema della cosiddetta “saturazione virtuale” della rete.
Tra le decisioni più discusse figura la proroga della dismissione delle centrali a carbone fino al 2038, una scelta che punta a garantire stabilità nel sistema energetico durante la transizione.
Stop alle pratiche scorrette
Il decreto introduce anche misure a tutela dei consumatori, con un giro di vite contro le pratiche commerciali aggressive nel settore energia. Stop a chiamate e messaggi indesiderati, con l’obbligo per gli operatori di utilizzare numeri identificabili.
Un intervento da 5 miliardi
Nel complesso, il decreto mobilita risorse per circa 5 miliardi di euro, con l’obiettivo di offrire un sollievo immediato e allo stesso tempo porre le basi per un sistema energetico più sostenibile e meno costoso nel lungo periodo.
Per il governo, si tratta di un passo decisivo per sostenere cittadini e imprese in una fase ancora segnata dalle conseguenze della crisi energetica internazionale.