Nel silenzio delle tre di notte, i residenti di Preone e delle zone circostanti si sono svegliati di soprassalto. Alle 3:14 del 16 aprile una scossa di magnitudo 2.9 ha fatto tremare il territorio, con epicentro localizzato circa cinque chilometri a sud-est del centro abitato e profondità stimata attorno ai 9.8 chilometri. Nessun danno, nessun ferito — ma tanta paura, amplificata dal buio e da una sequenza sismica che in zona non accenna a fermarsi.
Il risveglio nella notte: letti che tremano e boati sordi
La scossa è stata chiaramente percepita da molti residenti della zona, come testimoniano i numerosi post apparsi sui social nelle ore successive. Chi dormiva ha descritto un risveglio brusco, con letti che vibravano e oggetti che oscillavano nel silenzio della notte. Molti parlano di un “boato sordo” seguito da pochi secondi di tremore, altri raccontano di essersi precipitati a controllare le notifiche sul telefono per capire cosa stesse succedendo.
Il sistema automatico della Protezione Civile ha risposto in modo tempestivo, inviando le notifiche di allerta appena un minuto dopo l’evento. Un meccanismo rodato che in situazioni come questa fa la differenza in termini di informazione e gestione dell’emergenza.
[DATI #RIVISTI] #terremoto ML 2.8 ore 03:14 IT del 16-04-2026 a 5 km SE Preone (UD) Prof= 9.8 Km #INGV_45276921 https://t.co/OL9lWlZLcW
— INGVterremoti (@INGVterremoti) April 16, 2026
Quaranta scosse in trentasei ore
Ciò che rende l’evento di stanotte più preoccupante del solito non è tanto la magnitudo — 2.9 è una scossa contenuta — quanto il contesto in cui si inserisce. Secondo i tecnici di OGS-CRS, nelle ultime 36 ore sono state registrate circa 40 scosse nell’area, tutte di lieve entità ma sufficienti a mantenere alta l’attenzione degli esperti e a generare una sensazione diffusa di instabilità tra chi vive nella zona.