Una norma piccola, quasi tecnica, che ha innescato una crisi politica di prima grandezza. Il decreto Sicurezza torna sotto i riflettori non per le misure più discusse, ma per un emendamento che prevede un incentivo di 615 euro per gli avvocati che seguono una pratica di rimpatrio volontario, nel caso in cui i loro assistiti scelgano di tornare nel Paese d’origine. Una misura che il Quirinale sta guardando con attenzione crescente — e che, secondo quanto filtra da fonti vicine al Colle, difficilmente potrà essere firmata senza modifiche.
Mattarella aspetta, ma le criticità sembrano insormontabili

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Gli uffici legislativi del Quirinale hanno preso atto che la stessa maggioranza si è resa conto che il provvedimento va corretto. Il problema è che il tempo stringe: il decreto scade il 25 aprile — sabato — e manca ancora l’approvazione definitiva della Camera. Se venissero apportate modifiche, il testo dovrebbe tornare al Senato, con il rischio concreto di non fare in tempo prima della scadenza.