Mentre il dibattito pubblico è concentrato sul decreto Sicurezza, sulla guerra in Iran e sullo scontro con Trump, la partita più importante della politica italiana si gioca in silenzio. Si chiama Quirinale, e secondo il giornalista Nicola Porro starebbe già entrando nella sua fase calda — con protagonisti che molti considerano fuori dai giochi ma che invece si stanno muovendo con decisione.
“Il centrodestra litiga e i bolliti godono”

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La premessa di Porro è una fotografia impietosa del centrodestra: divisioni interne, tensioni tra alleati, una maggioranza che fatica a gestire le crisi che si accumulano. E mentre il governo Meloni barcolla tra il decreto Sicurezza e il gelo con Trump, qualcuno approfitta del momento per posizionarsi. “Il centrodestra litiga e i bolliti come Prodi, Conte e Monti godono”, ha detto il giornalista — usando un termine volutamente provocatorio per descrivere figure politiche che molti davano per archiviate ma che invece continuano a muoversi.
La vera posta in gioco: il Quirinale
Il ragionamento di Porro sposta il focus dalla campagna elettorale tradizionale alla partita istituzionale più ampia. “Il vero pacchetto vincente delle prossime elezioni politiche è l’elezione del Presidente della Repubblica”, ha detto, indicando il Quirinale come il nodo strategico attorno a cui ruotano tutti gli altri equilibri — le alleanze, le candidature, i programmi di governo.
È una lettura che ha una sua logica precisa: chi controlla l’elezione del Capo dello Stato controlla gli equilibri istituzionali per sette anni. E in un sistema politico frammentato come quello italiano, dove nessuna coalizione ha mai una maggioranza schiacciante, la partita quirinalizia è spesso quella che decide davvero i rapporti di forza.
I nomi: Prodi e Monti per il Colle, Conte per Palazzo Chigi
Porro fa i nomi senza giri di parole. Romano Prodi e Mario Monti sarebbero già in moto verso il Quirinale, mentre Giuseppe Conte avrebbe come obiettivo dichiarato il ritorno a Palazzo Chigi. Una triplice mossa che, se coordinata, potrebbe ridefinire l’intero panorama politico italiano nei prossimi mesi.
Non è la prima volta che i nomi di Prodi e Monti circolano in questo contesto. Entrambi hanno profili istituzionali adatti — ex premier, figure di peso europeo, consensi trasversali almeno in teoria. E la recente ricomparsa di Monti sulla scena pubblica, con le sue critiche nette a Meloni sul Corriere della Sera, è difficile da leggere come semplice curiosità intellettuale.
“Mai sottovalutare i bolliti”
La chiusura di Porro è quella che ha fatto più rumore: “Mai sottovalutare i bolliti”. Un avvertimento diretto alla destra — e in particolare a Meloni — a non considerare chiusa una partita che invece è tutt’altro che definita. Nella storia politica italiana, i grandi ritorni sono stati tanti e spesso inaspettati. Chi veniva dato per finito ha saputo rientrare in gioco nei momenti chiave.
La corsa al Quirinale è ancora lontana sul calendario, ma nella politica italiana il posizionamento comincia sempre con molto anticipo. E mentre il centrodestra è impegnato a spegnere gli incendi del presente, qualcuno sta già pensando al futuro.