Bastano 5 euro, un dispositivo bluetooth tascabile e due francobolli per tracciare i movimenti di una fregata NATO nel Mediterraneo orientale. Non è la trama di un film di spionaggio. È quello che ha fatto, concretamente, un’emittente pubblica regionale olandese — Omroep Gelderland, della provincia di Gelderland — rivelando una falla di sicurezza che ha imbarazzato il Ministero della Difesa dei Paesi Bassi e che solleva domande difficili sulla protezione delle informazioni militari sensibili.
Come funziona il tracker e perché nessuno lo ha fermato

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I dispositivi bluetooth di localizzazione sono oggetti comuni, venduti online a pochi euro e usati normalmente per ritrovare chiavi o borse. L’idea che potessero tracciare una nave da guerra non era mai venuta in mente a nessuno — o almeno non era mai stata testata pubblicamente in questo modo.
Il punto debole era il servizio postale militare. La Militaire Post Organisatie è il sistema che permette ai soldati olandesi in missione di ricevere posta dalle famiglie — un servizio prezioso per il morale delle truppe. Il Ministero pubblica online le istruzioni per spedire lettere e pacchi, facilmente reperibili da chiunque. I pacchi vengono sottoposti a scansione a raggi X. Le buste no. Ed è proprio questa distinzione che ha permesso all’emittente olandese di far passare il tracker inosservato: nascosto all’interno di una cartolina, non ha sollevato alcun allarme.
Il viaggio del tracker: dal centro di smistamento al Mediterraneo
La cartolina parte dal centro di smistamento postale, fa tappa alla base navale di Den Helder, poi raggiunge l’aeroporto di Eindhoven. Da lì vola verso Creta, al porto di Heraklion, dove le immagini delle webcam pubbliche mostrano la fregata Zr.Ms. Evertsen ormeggiata in banchina.
Il mattino del 27 marzo la Evertsen salpa. Dalla webcam del porto scompare, ma dal tracker no: i giornalisti la seguono online a migliaia di chilometri di distanza mentre naviga prima verso ovest lungo la costa di Creta, poi vira verso est. Il sistema si disconnette soltanto 24 ore dopo, quando la fregata si trova vicino Cipro. Probabilmente perché qualcuno a bordo ha finalmente scoperto il dispositivo — ma solo dopo un giorno intero di tracciamento.
Perché questa nave era particolarmente sensibile
La Zr.Ms. Evertsen non è una nave qualsiasi. È una fregata della classe De Zeven Provinciën che fa parte del gruppo d’attacco della portaerei francese Charles de Gaulle — la stessa già finita nelle cronache nelle settimane precedenti quando un marinaio aveva rivelato involontariamente la posizione della nave caricando il suo allenamento sull’app sportiva Strava. Il compito della Evertsen è proteggere la Charles de Gaulle dagli attacchi missilistici nel Mediterraneo orientale. Le informazioni sulla sua posizione sono classificate come estremamente sensibili.
Tracciare quella fregata per 24 ore con un dispositivo da 5 euro acquistato online non è una goliardata. È una dimostrazione pratica di quanto possa essere fragile la sicurezza operativa di una flotta militare quando le procedure quotidiane non tengono conto delle vulnerabilità più banali.
La risposta del Ministero della Difesa olandese
Il Ministero ha confermato l’episodio e ha dichiarato che a seguito dell’incidente sono stati apportati aggiustamenti ai protocolli di sicurezza. Il dispositivo è stato ritrovato a bordo durante lo smistamento della posta, dopo che la fregata aveva già lasciato il porto. La posizione ufficiale è che la nave poteva essere tracciata in mare aperto ma che ciò non avrebbe rappresentato un rischio operativo concreto.
Le istruzioni per spedire posta a una nave da guerra rimangono comunque online. Il Ministero ha spiegato che considera importante preservare il servizio postale per il personale militare in missione. Un equilibrio delicato tra il benessere dei soldati e la sicurezza nazionale che, come questo episodio dimostra, può avere conseguenze inaspettate.