domenica, Aprile 26

Spari alla cena con Trump, il video del mentalista scatena i complottisti

Una notte di paura alla cena dei Corrispondenti della Casa Bianca. Spari uditi a pochi metri dalla sala da ballo del Washington Hilton, Trump e JD Vance evacuati, un agente del Secret Service colpito e salvato dal giubbotto antiproiettile. L’attentatore — Cole Tomas Allen, 31 anni, ingegnere laureato al CalTech — è stato fermato e incriminato. Ma nelle ore successive l’attenzione si è spostata su un video che sta facendo impazzire i complottisti di mezzo mondo.

Il video del mentalista che ha scatenato tutto

Su X è diventato virale un filmato che mostra il mentalista Oz Pearlman al tavolo di Donald Trump, mentre esegue giochi di prestigio durante la cena. Pearlman era stato scelto come intrattenitore della serata — una scelta insolita, considerato che tradizionalmente la cena dei Corrispondenti ospita un comico di grido. Quella scelta, in retrospettiva, ha alimentato le fantasie di chi cerca connessioni dove non ce ne sono.

Le teorie che circolano su X sono principalmente due — entrambe prive di qualsiasi riscontro. La prima sostiene che i giochi di prestigio di Pearlman servissero a distrarre Trump, Melania o il personale della sicurezza per facilitare l’attacco all’esterno. La seconda va ancora oltre: alcuni sostengono che determinati gesti del mentalista fossero segnali in codice per dare il via all’azione di Allen fuori dalla sala.

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Come nascono queste teorie — e perché vanno prese con le molle

Il meccanismo è sempre lo stesso. Dopo un attentato ad alto profilo — basti pensare a quello di Butler contro Trump l’estate scorsa — i social si riempiono di video analizzati fotogramma per fotogramma, di connessioni costruite a posteriori, di coincidenze trasformate in prove. Il fatto che l’intrattenitore della serata fosse un mentalista — figura per definizione associata all’idea di controllare le menti altrui — ha offerto ai complottisti un elemento narrativo perfetto.

Il problema è che non esiste alcuna prova di un collegamento tra Pearlman e Allen. L’attentatore alloggiava nell’hotel e ha sfruttato quella posizione per avvicinarsi all’evento. Le indagini sono in corso e il movente resta ignoto. Trasformare un gioco di prestigio in un segnale in codice è esattamente il tipo di ragionamento circolare che prospera nel vuoto di informazioni che segue sempre i grandi eventi di cronaca.

La dinamica dell’attentato

I fatti accertati sono questi: Allen ha superato di corsa un varco di sicurezza del Washington Hilton, dove si teneva la cena. Gli agenti del Secret Service hanno estratto le armi e aperto il fuoco. Un agente è stato colpito a distanza ravvicinata ma salvato dal giubbotto. Allen è stato fermato e condotto in ospedale. Trump e JD Vance sono stati evacuati senza conseguenze. L’evento è stato annullato e verrà riprogrammato.

La procuratrice federale Jeanine Pirro ha dichiarato che Allen è stato preliminarmente incriminato con due capi d’accusa — uso di un’arma da fuoco e aggressione di un agente con un’arma pericolosa — ma che “saranno presentate molte altre accuse sulla base delle informazioni che stiamo raccogliendo in questa situazione molto mutevole”. La prima udienza è fissata per lunedì.

Trump: “Una persona malata”

Il presidente ha commentato l’episodio definendo Allen “una persona malata” con “diverse armi”, e ha pubblicato su Truth Social la foto dell’uomo disteso a terra nell’hotel e i filmati delle telecamere di sorveglianza. Nessun riferimento alle teorie del complotto che nel frattempo già circolavano sui social. Per ora il movente resta ignoto, l’indagine è aperta e le risposte che tutti aspettano arriveranno — si spera — con la prima udienza di lunedì.

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