domenica, Giugno 21

È morto Gianni Cervetti, politica italiana in lutto

Si è spento a Milano Gianni Cervetti, storico dirigente del Partito Comunista Italiano e figura centrale della sinistra italiana nella Prima Repubblica. Aveva quasi 93 anni. Nel corso della sua lunga carriera politica e culturale è stato uno dei protagonisti della trasformazione del Pci, contribuendo al progressivo distacco del partito dall’orbita sovietica.

Amico storico di Giorgio Napolitano e vicino alla linea riformista del partito, Cervetti è stato per decenni uno dei volti più autorevoli della sinistra italiana, mantenendo un forte legame con Milano e con il mondo culturale lombardo.

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Gli inizi nel Pci e il viaggio in Unione Sovietica

Nato a Milano il 12 settembre 1933, Gianni Cervetti si iscrisse giovanissimo al Partito Comunista Italiano. Aveva appena 16 anni quando iniziò a frequentare le sedi del partito e a collaborare con il giornale “La voce comunista”.

Iniziň inizialmente gli studi di Medicina all’Università di Milano, ma nel 1955 decise di interromperli per dedicarsi completamente all’attività politica. L’anno successivo il Pci lo inviò a Mosca per studiare Economia durante gli anni della leadership di Nikita Chruščëv.

Proprio nella capitale sovietica conobbe Franca Canuti, che sarebbe diventata sua moglie nel 1958. A Mosca nacque anche il loro unico figlio.

La carriera politica tra Pci, Regione Lombardia e Parlamento

Rientrato in Italia, Cervetti iniziò il suo percorso nella Cgil prima di assumere incarichi sempre più importanti all’interno del Partito Comunista.

Fu consigliere comunale a Milano e nel 1975 Enrico Berlinguer lo volle nella segreteria nazionale del Pci. Negli anni successivi divenne segretario regionale lombardo del partito e consigliere regionale della Lombardia.

Tra il 1984 e il 1987 fu eletto prima al Parlamento europeo e successivamente al Parlamento italiano, consolidando il proprio ruolo all’interno della sinistra riformista.

Con la fine del Pci sostenne la svolta della Bolognina promossa da Achille Occhetto e aderì al Partito Democratico della Sinistra.

L’impegno culturale e l’amore per Milano

Oltre alla politica, Gianni Cervetti ha dedicato gran parte della sua vita anche alle istituzioni culturali milanesi. Dal 2002 è stato presidente dell’Istituto per la Storia dell’Età Contemporanea.

Dal 2008 al 2019 ha inoltre guidato la Fondazione Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, diventandone successivamente presidente emerito.

Nel corso degli anni ha fatto parte anche del consiglio di amministrazione dell’Università Statale di Milano in rappresentanza del Ministero dell’Università.

Nel 2021 il Comune di Milano gli conferì l’Ambrogino d’Oro, riconoscimento simbolo dell’impegno civile e culturale sotto la Madonnina.

Il ricordo del mondo politico e culturale

La notizia della sua scomparsa ha suscitato numerosi messaggi di cordoglio dal mondo della politica e della cultura.

“Faccio fatica a credere che non sia più tra noi. La sua assenza lascia un vuoto incolmabile”, ha dichiarato Ambra Redaelli, presidente della Fondazione Orchestra Verdi.

Con la morte di Gianni Cervetti scompare una figura che ha attraversato quasi un secolo di storia italiana, dalla stagione del Pci alla trasformazione della sinistra moderna, mantenendo sempre un forte legame con Milano e con il mondo delle istituzioni culturali.

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