Il caso Garlasco continua ad alimentare un clima sempre più acceso tra nuove indagini, intercettazioni e dibattiti televisivi infuocati. Le ultime rivelazioni emerse nell’inchiesta che vede Andrea Sempio al centro dell’attenzione investigativa hanno infatti provocato un nuovo scontro mediatico andato in scena in diretta televisiva.
Al centro della polemica ci sono alcune intercettazioni ambientali considerate particolarmente rilevanti dagli investigatori della Procura di Pavia. In particolare, una frase attribuita a Sempio e registrata nel maggio 2025 ha acceso il dibattito: “Quando sono andato io… il sangue c’era”. Un passaggio che gli inquirenti starebbero valutando attentamente nell’ambito della nuova ricostruzione dell’omicidio di Chiara Poggi.
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Ma proprio sull’interpretazione di quell’audio si è consumato un duro confronto televisivo che ha coinvolto il legale di Andrea Sempio, l’avvocato Liborio Cataliotti, e il giornalista Pino Rinaldi durante la trasmissione Ignoto X, in onda su La7.
Il nodo delle intercettazioni ambientali
Secondo la difesa di Andrea Sempio, quelle parole non rappresenterebbero una confessione né un’ammissione spontanea. La linea sostenuta dal legale è infatti completamente diversa da quella ipotizzata dall’accusa.
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— 𝗦𝘁𝗲𝗲𝗖𝗮𝘀𝘁𝘆 🌞 (@SteeCasty) May 8, 2026
Cataliotti ha spiegato che il suo assistito sarebbe stato pienamente consapevole di essere intercettato mentre parlava all’interno della propria auto. Proprio per questo motivo, secondo il difensore, Sempio non starebbe raccontando fatti personali o ricordi spontanei, ma starebbe semplicemente ripetendo concetti già emersi nel corso di interrogatori e testimonianze precedenti.
Nel corso della trasmissione, il legale ha sostenuto che Andrea Sempio avrebbe addirittura confidato a un’amica il sospetto di essere sotto controllo da parte degli investigatori.
Lo scontro durissimo in diretta tv
La tensione è esplosa quando il giornalista e conduttore Pino Rinaldi ha messo in dubbio la ricostruzione della difesa. Rinaldi ha infatti osservato che una cimice ambientale installata in auto non sarebbe paragonabile a una semplice intercettazione telefonica.
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