Momenti di fortissima tensione nel Mediterraneo orientale dopo che le forze israeliane hanno preso il controllo di alcune imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, il convoglio navale diretto verso Gaza partito nelle scorse settimane tra Turchia e Spagna con centinaia di attivisti internazionali a bordo.
Secondo quanto riferito dai media israeliani e dagli stessi organizzatori della missione, soldati della marina militare israeliana avrebbero abbordato diverse navi al largo delle acque di Cipro. La situazione sarebbe precipitata nel giro di pochi minuti, con attivisti che parlano di contatti improvvisamente interrotti e imbarcazioni fermate in acque internazionali.
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“Persi i contatti con una delle imbarcazioni”

La Global Sumud Flotilla ha denunciato pubblicamente l’intervento israeliano parlando di una operazione avvenuta mentre il convoglio si trovava ancora lontano dalle coste di Gaza.
“Due navi da guerra si sono avvicinate alle imbarcazioni nel Mediterraneo. Abbiamo perso i contatti con una delle nostre navi”, hanno fatto sapere gli organizzatori attraverso i canali ufficiali.
Secondo il racconto diffuso dalla Flotilla, la nave chiamata Sadabad sarebbe stata fermata e sequestrata dai militari israeliani mentre il convoglio si trovava a circa 250 miglia dalla Striscia di Gaza.
Bloccati anche alcuni italiani
Tra le persone coinvolte ci sarebbero anche diversi cittadini italiani. Secondo Maria Elena Delia, portavoce italiana della Global Sumud Flotilla, almeno alcune delle imbarcazioni battenti bandiera italiana sarebbero già state intercettate.
“Sono stati già presi alcuni dei 35 italiani che sono a bordo”, ha dichiarato durante una manifestazione organizzata a Roma.
La donna ha spiegato che attorno alle barche sarebbero comparse quattro navi militari israeliane insieme a diversi mezzi veloci, che avrebbero iniziato a circondare il convoglio prima degli abbordaggi.
Israele: “Provocazione senza aiuti umanitari”
Durissima la posizione del ministero degli Esteri israeliano, che ha definito l’intera missione una “provocazione fine a sé stessa”.
In una nota pubblicata sui social, Israele ha sostenuto che la flottiglia non trasporterebbe reali aiuti umanitari e ha accusato alcuni gruppi presenti nella missione di avere collegamenti estremisti.
“Israele non permetterà alcuna violazione del legittimo blocco navale di Gaza”, si legge nel comunicato.
Secondo le autorità israeliane, tra le organizzazioni coinvolte ci sarebbero anche movimenti già considerati vicini ad ambienti radicali.
La missione partita dalla Turchia
Il nuovo convoglio della Sumud Flotilla era ripartito nei giorni scorsi dal porto turco di Marmaris dopo una precedente missione già fermata nelle vicinanze dell’isola di Creta.
In totale il convoglio sarebbe composto da oltre 50 imbarcazioni e circa 500 attivisti provenienti da diversi Paesi.
Tra i partecipanti figurano anche esponenti politici, attivisti internazionali e organizzazioni pro Palestina che da mesi chiedono l’apertura di corridoi umanitari verso Gaza.
Il clima internazionale sempre più teso
L’episodio arriva in un momento già delicatissimo sul piano geopolitico, con il conflitto in Medio Oriente che continua ad alimentare tensioni internazionali sempre più forti.
Nelle ultime settimane le proteste pro Palestina si sono moltiplicate in diverse capitali europee mentre Israele continua a mantenere rigidissimi controlli marittimi attorno alla Striscia di Gaza.
La vicenda della Flotilla rischia ora di trasformarsi in un nuovo caso diplomatico internazionale, soprattutto dopo le notizie riguardanti cittadini europei e italiani fermati durante le operazioni della marina israeliana.
Intanto continuano le verifiche sulle persone coinvolte e sulle condizioni degli attivisti a bordo delle imbarcazioni bloccate nel Mediterraneo.