“Israele non permetterà alcuna violazione del legittimo blocco navale di Gaza”
, si legge nel comunicato.
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Secondo le autorità israeliane, tra le organizzazioni coinvolte ci sarebbero anche movimenti già considerati vicini ad ambienti radicali.
La missione partita dalla Turchia
Il nuovo convoglio della Sumud Flotilla era ripartito nei giorni scorsi dal porto turco di Marmaris dopo una precedente missione già fermata nelle vicinanze dell’isola di Creta.
In totale il convoglio sarebbe composto da oltre 50 imbarcazioni e circa 500 attivisti provenienti da diversi Paesi.
Tra i partecipanti figurano anche esponenti politici, attivisti internazionali e organizzazioni pro Palestina che da mesi chiedono l’apertura di corridoi umanitari verso Gaza.
Il clima internazionale sempre più teso
L’episodio arriva in un momento già delicatissimo sul piano geopolitico, con il conflitto in Medio Oriente che continua ad alimentare tensioni internazionali sempre più forti.
Nelle ultime settimane le proteste pro Palestina si sono moltiplicate in diverse capitali europee mentre Israele continua a mantenere rigidissimi controlli marittimi attorno alla Striscia di Gaza.
La vicenda della Flotilla rischia ora di trasformarsi in un nuovo caso diplomatico internazionale, soprattutto dopo le notizie riguardanti cittadini europei e italiani fermati durante le operazioni della marina israeliana.
Intanto continuano le verifiche sulle persone coinvolte e sulle condizioni degli attivisti a bordo delle imbarcazioni bloccate nel Mediterraneo.