mercoledì, Maggio 20

Maldive, i dubbi sull’immersione dei sub italiani: GoPro, bombole e il mistero della grotta

La tragedia delle Maldive continua a sollevare interrogativi sempre più pesanti. Dopo giorni di ricerche estenuanti nelle profondità della grotta sommersa di Dhekunu Kandu, sono stati recuperati tutti i corpi dei cinque sub italiani morti durante l’immersione che ha sconvolto il mondo della subacquea.

Ma mentre le famiglie piangono le vittime, l’attenzione degli investigatori si sta spostando su un altro elemento considerato decisivo per capire cosa sia realmente accaduto negli ultimi minuti sott’acqua: le attrezzature recuperate insieme ai corpi.

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Recuperati tutti i corpi nella grotta sommersa

Nelle ultime ore i soccorritori sono riusciti a recuperare anche i corpi di Giorgia Sommacal e della ricercatrice Muriel Oddenino, ultime due vittime ancora disperse all’interno della cavità sommersa.

Nei giorni precedenti erano già stati riportati in superficie i corpi di Monica Montefalcone, Federico Gualtieri e dell’istruttore subacqueo Gianluca Benedetti.

Le operazioni sono state considerate estremamente difficili a causa della profondità della grotta, dei passaggi molto stretti e della visibilità quasi azzerata all’interno dei cunicoli.

Per recuperare le salme è stato necessario l’intervento di speleosub altamente specializzati arrivati alle Maldive per supportare le autorità locali nelle immersioni più rischiose.

GoPro e computer subacquei sotto esame

Ora però gli investigatori vogliono capire cosa sia accaduto prima della tragedia.

Tra gli elementi più importanti recuperati sott’acqua ci sarebbero diverse GoPro, computer subacquei e strumenti tecnici che potrebbero contenere informazioni fondamentali sugli ultimi movimenti del gruppo.

Le telecamere potrebbero aver registrato gli istanti precedenti al disorientamento nella grotta, mostrando eventuali problemi tecnici, errori di percorso o difficoltà improvvise incontrate durante l’immersione.

Continua a leggere per scoprire maggiori dettagli.