Il caso Nicole Minetti si arricchisce di un nuovo capitolo, che sposta il confronto dal piano mediatico a quello giudiziario. Dopo che la Procura generale di Milano ha smentito le ricostruzioni circolate sulla grazia concessa all’ex consigliera regionale lombarda, i suoi legali hanno annunciato l’avvio di azioni per il risarcimento dei danni.
Una svolta che chiama in causa alcune delle firme e dei programmi più noti del panorama informativo italiano e che promette ulteriori sviluppi nelle prossime settimane.
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La smentita della Procura

Il punto di partenza è la nota della Procura generale, secondo cui i fatti riportati dalle notizie di stampa da cui era nato l’approfondimento non corrisponderebbero al vero, senza che siano emersi elementi in contrasto con il quadro probatorio già acquisito.
Le verifiche, avviate dopo articoli e trasmissioni televisive che avevano riacceso il caso, sono state trasmesse dalla procuratrice generale Francesca Nanni al ministro della Giustizia Carlo Nordio e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Resta così confermato il quadro valutato al momento del parere favorevole alla grazia.
La controffensiva legale
Sulla base di queste risultanze, i legali di Nicole Minetti e dell’imprenditore Giuseppe Cipriani — gli avvocati Antonella Calcaterra, Emanuele Fisicaro e Paolo Siniscalchi — hanno fatto sapere di aver intrapreso iniziative giudiziarie per il risarcimento dei danni subiti dai loro assistiti.
Secondo i difensori, le notizie diffuse e poi rivelatesi non confermate dall’autorità giudiziaria avrebbero arrecato un danno ai loro clienti. Da qui la decisione di passare al contrattacco sul piano civile.