martedì, Luglio 21

Caso Minetti, dopo la smentita della Procura arriva la richiesta danni

Il caso Nicole Minetti si arricchisce di un nuovo capitolo, che sposta il confronto dal piano mediatico a quello giudiziario. Dopo che la Procura generale di Milano ha smentito le ricostruzioni circolate sulla grazia concessa all’ex consigliera regionale lombarda, i suoi legali hanno annunciato l’avvio di azioni per il risarcimento dei danni.

Una svolta che chiama in causa alcune delle firme e dei programmi più noti del panorama informativo italiano e che promette ulteriori sviluppi nelle prossime settimane.

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La smentita della Procura

Il punto di partenza è la nota della Procura generale, secondo cui i fatti riportati dalle notizie di stampa da cui era nato l’approfondimento non corrisponderebbero al vero, senza che siano emersi elementi in contrasto con il quadro probatorio già acquisito.

Le verifiche, avviate dopo articoli e trasmissioni televisive che avevano riacceso il caso, sono state trasmesse dalla procuratrice generale Francesca Nanni al ministro della Giustizia Carlo Nordio e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Resta così confermato il quadro valutato al momento del parere favorevole alla grazia.

La controffensiva legale

Sulla base di queste risultanze, i legali di Nicole Minetti e dell’imprenditore Giuseppe Cipriani — gli avvocati Antonella Calcaterra, Emanuele Fisicaro e Paolo Siniscalchi — hanno fatto sapere di aver intrapreso iniziative giudiziarie per il risarcimento dei danni subiti dai loro assistiti.

Secondo i difensori, le notizie diffuse e poi rivelatesi non confermate dall’autorità giudiziaria avrebbero arrecato un danno ai loro clienti. Da qui la decisione di passare al contrattacco sul piano civile.

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Chi finisce nel mirino

Le richieste risarcitorie riguardano sia gli articoli sia i passaggi televisivi che avevano dato ampio spazio alla vicenda. Secondo quanto dichiarato dai legali, oggetto delle prime richieste sarebbero oltre cinquanta articoli pubblicati, anche nelle edizioni online, dal quotidiano Il Fatto Quotidiano.

Nel mirino anche due trasmissioni: È sempre Cartabianca, andata in onda su Rete 4, e Report, trasmessa su Rai 3. Il riferimento è dunque al circuito mediatico che nelle scorse settimane aveva seguito e rilanciato il caso, dagli approfondimenti del giornale diretto da Marco Travaglio a quelli televisivi di Bianca Berlinguer e Sigfrido Ranucci.

Il cuore delle accuse

Gli accertamenti della Procura si erano concentrati in particolare sulle ricostruzioni relative a presunte feste con droga e sesso alle quali la Minetti avrebbe partecipato negli ultimi anni.

Secondo i procuratori, quelle affermazioni sono state smentite sia dalle dichiarazioni raccolte nel corso delle indagini difensive, sia da quelle rese ai carabinieri dalle persone informate sui fatti. Le rivelazioni, ricostruisce la Procura, erano state originariamente fornite a una testata da una massaggiatrice, inizialmente in forma anonima e successivamente con l’indicazione del proprio nome.

Una vicenda destinata a far discutere

Con il passaggio sul fronte civile, il caso Minetti entra ora in una fase nuova e potenzialmente delicata, che riguarda non solo i protagonisti diretti ma anche il rapporto tra cronaca, verifica delle fonti e responsabilità di chi pubblica.

Sarà ora la giustizia civile a valutare le richieste di risarcimento avanzate dai legali. Di certo, vista la notorietà dei soggetti coinvolti e il peso delle testate chiamate in causa, la vicenda continuerà a tenere banco nel dibattito pubblico ancora a lungo.