martedì, Luglio 21

Addio a Maurizio Sallusti, fratello del direttore di Libero: aveva 71 anni

È un giorno di lutto. È mancato all’età di 71 anni Maurizio Sallusti, fratello del direttore di Libero Alessandro Sallusti e padre del giornalista Giovanni Sallusti. Una perdita che colpisce profondamente non solo la sua famiglia, ma l’intera comunità di chi lo ha conosciuto e stimato.

La sua è stata una vita spesa al servizio degli altri, prima nella professione medica e poi, con la stessa dedizione, negli affetti più cari.

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Una lunga carriera al Policlinico

Medico di grande capacità ed esperienza, Maurizio Sallusti era entrato al Policlinico di Milano come borsista, restandovi poi per tutta la sua lunga carriera. Un percorso costruito con impegno e competenza, che lo aveva portato a diventare primario di chirurgia d’urgenza, ruolo che ha ricoperto fino al momento della pensione.

La cura delle persone è stata per lui molto più di un mestiere: una vera e propria passione, vissuta con trasporto e senso del dovere lungo tutta la sua attività professionale.

Gli anni difficili del Covid

Da primario del Policlinico, il professor Sallusti ha attraversato anche uno dei periodi più impegnativi della sanità italiana, quello dell’emergenza Covid. Mesi durissimi, vissuti in prima linea, che hanno messo a dura prova medici e operatori sanitari di tutto il Paese.

Proprio dopo quella fase tanto intensa, Maurizio Sallusti aveva deciso di lasciare la professione per dedicarsi pienamente a un altro ruolo, a cui teneva in modo particolare.

La gioia di essere nonno

Quel ruolo era quello di nonno. Con i due figli di Giovanni, i suoi amati nipoti, il professore cercava di trascorrere più tempo possibile, riversando su di loro lo stesso amore e la stessa dedizione che avevano caratterizzato tutta la sua esistenza.

Un capitolo della vita vissuto come un dono prezioso, dopo anni di impegno costante al servizio dei pazienti. La stessa passione di sempre, semplicemente rivolta a chi gli stava più a cuore.

Il cordoglio

In un momento così doloroso, il pensiero va a chi gli è stato accanto. Un grande abbraccio viene rivolto alla moglie Ester, compagna di una vita, al fratello Alessandro, al figlio Giovanni e alla sorella Laura.

Resta il ricordo di un uomo che ha saputo unire competenza professionale e profonda umanità, lasciando un segno indelebile in tutti coloro che hanno avuto la fortuna di incontrarlo. Un esempio di dedizione, sia nella corsia di un ospedale sia tra le mura di casa, accanto ai suoi cari.