lunedì, Giugno 8

Ballottaggi 2026, affluenza in netto calo

Si sono chiuse le urne della prima giornata dei ballottaggi comunali 2026, con un dato che domina su tutti gli altri: l’affluenza è crollata. A livello nazionale, alle 23 di domenica 8 giugno, i votanti si attestano al 39,79%, con un calo di quasi 7 punti percentuali rispetto al primo turno, quando l’affluenza aveva sfiorato il 46,56%. Un segnale di disaffezione che attraversa tutto il paese e che pesa sul significato politico di queste elezioni. Le urne restano aperte lunedì fino alle 15, dopodiché partiranno gli spoglio. Si vota in 12 regioni per i ballottaggi in 41 comuni, di cui 6 capoluoghi di provincia: Agrigento, Arezzo, Chieti, Lecco, Macerata e Trani.

Il dato dell’affluenza: calo già nella prima giornata

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Il trend al ribasso era emerso già nelle rilevazioni intermedie. Alle 19 di domenica l’affluenza nazionale per i ballottaggi si attestava al 28,2%, contro il 36% registrato alla stessa ora durante il primo turno. Un divario che si è leggermente ridotto nelle ore serali ma che resta comunque significativo. La disaffezione al voto nei ballottaggi è un fenomeno strutturale della politica italiana, ma il calo di questa tornata appare più marcato del solito, con implicazioni potenzialmente decisive sugli equilibri in diversi comuni.

Parallelamente ai ballottaggi, si è votato anche in Sardegna per il primo turno delle amministrative in 148 comuni dell’isola, aggiungendo un ulteriore test politico alla giornata elettorale.

Agrigento: centrosinistra in vantaggio, ma il centrodestra si è spaccato

Ad Agrigento il ballottaggio vede contrapposti Michele Sodano per il centrosinistra e Dino Alonge per la coalizione di centrodestra (Forza Italia, Fratelli d’Italia, Udc e autonomisti). Sodano aveva sfiorato la vittoria al primo turno con il 39,1%, mentre Alonge si era fermato al 34,7%. L’incognita è rappresentata dai voti di Luigi Gentile, sostenuto da Lega e Dc, che al primo turno aveva ottenuto il 14%. Gentile ha escluso apparentamenti formali, e le polemiche legate alla spaccatura interna al centrodestra rendono la sfida ancora aperta.

Arezzo: centrodestra avanti, ma il 20% dei centristi è l’ago della bilancia

Ad Arezzo, dopo una consiliatura di centrodestra, il duello è tra Marcello Comanducci (centrodestra) e Vincenzo Ceccarelli (centrosinistra). Ceccarelli parte con uno svantaggio di 11,45 punti rispetto allo sfidante. Il nodo decisivo è il destino dei voti del civico Marco Donati, sostenuto anche da Azione, che al primo turno aveva raccolto oltre il 20%. Donati ha scelto di non dare indicazioni di voto, lasciando il centrosinistra senza un punto di riferimento per il recupero.

Chieti: Legnini avanti, ma il centrodestra si è compattato

A Chieti il centrosinistra parte in vantaggio: Giovanni Legnini aveva ottenuto il 47,2% al primo turno, contro il 27,47% di Cristiano Sicari per il centrodestra. Tuttavia, dopo la divisione del primo turno, il centrodestra si è ricompattato: Sicari ha trovato l’apparentamento con le liste di Mario Colantonio (16,64%) e con alcune liste centriste, allargando significativamente la propria base potenziale di consenso.

Lecco: sfida serrata, centrodestra avanti di 6 punti

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