mercoledì, Giugno 10

Decreto autovelox Salvini: cosa cambia dopo 34 anni di caos

Dopo 34 anni di caos normativo, decine di migliaia di contenziosi giudiziari e ben 44 sentenze della Corte di Cassazione, il Ministero dei Trasporti ha finalmente emanato il decreto che tutti aspettavano: quello sulle procedure di omologazione degli autovelox e degli altri strumenti di rilevazione della velocità sulle strade italiane.

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Il ministro Matteo Salvini ha firmato il provvedimento, che ora dovrà essere approvato dalla Corte dei Conti prima di essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Quindici giorni dopo la pubblicazione entrerà pienamente in vigore. Ma la domanda che interessa milioni di automobilisti è una sola: le vecchie multe vengono cancellate? La risposta, purtroppo per chi sperava in un’amnistia automatica, è no.

Il vuoto normativo che durava da 34 anni

Il problema alla radice di tutto era semplice quanto paradossale: in Italia non esisteva una procedura ufficiale di omologazione degli autovelox. C’erano le approvazioni ministeriali, ma — come hanno stabilito ripetutamente i tribunali e la Cassazione — l’approvazione non equivale all’omologazione. E senza omologazione, la multa non è valida.

Matteo Salvini ministro Trasporti firma decreto autovelox omologazione - giugno 2026, cosa cambia per automobilisti e comuni italiani

Questo vuoto normativo ha permesso a migliaia di avvocati di ottenere l’annullamento di altrettante sanzioni, costringendo molti comuni a spegnere i propri autovelox per evitare di produrre multe destinate ad essere impugnate e annullate.

Il nuovo decreto Salvini mette finalmente nero su bianco le procedure: sia quelle di omologazione iniziale degli apparecchi, sia quelle per le successive tarature e verifiche periodiche. L’obiettivo dichiarato dal ministro è «garantire la massima sicurezza sulle strade senza però che il controllo si trasformi in pretesto per fare cassa a spese dei cittadini».

Pre e post 2017: la distinzione chiave

Il decreto introduce una distinzione fondamentale tra gli autovelox installati prima e dopo il 2017. Quelli post 2017 sono considerati già legittimi perché conformi alla più recente normativa europea sulla taratura. Quelli pre 2017 dovranno invece essere sottoposti a specifici test per ottenere l’omologazione definitiva dal Ministero dei Trasporti. Finché questi test non saranno completati e l’omologazione non sarà concessa, i comuni non potranno rimettere in funzione quegli impianti. Questa distinzione era già stata stabilita da un precedente decreto Salvini del marzo 2025, poi trasmesso all’Unione Europea per il controllo di conformità.

Le vecchie multe: non vengono cancellate automaticamente

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