Quella che doveva essere una giornata dedicata alle comunicazioni della premier in vista del prossimo Consiglio europeo si è trasformata in uno scontro durissimo tra maggioranza e opposizione. Alla Camera, il clima è rapidamente degenerato tra accuse, repliche e parole che hanno acceso il dibattito ben oltre i toni del normale confronto parlamentare. Protagonisti, Giuseppe Conte e il deputato Francesco Silvestri, le cui parole hanno fatto deflagrare il caso.
L’attacco frontale di Conte
Il leader del Movimento 5 Stelle è intervenuto con toni molto duri contro Fratelli d’Italia e l’intera coalizione di governo, reagendo alle critiche sulla gestione delle forniture sanitarie durante la pandemia e tornando a difendere il proprio operato da presidente del Consiglio.
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Conte ha accusato la maggioranza di aver avviato una campagna di delegittimazione nei suoi confronti e contro il Movimento. “Io vedo che ormai siete in campagna elettorale. Però se questa è la campagna, siete messi male”, ha dichiarato in Aula, alzando la tensione. Poi ha rincarato la dose, accusando gli avversari di gettare fango e lanciando la sfida: “Fatevi sotto, non temiamo nulla”. Un intervento che ha immediatamente provocato la reazione dei banchi della maggioranza.
Il caso Silvestri e la frase che scatena la bufera
Il vero epicentro della polemica è arrivato poco dopo, con l’intervento di Francesco Silvestri. Nel criticare la posizione di Giorgia Meloni nei confronti di Donald Trump, il deputato ha pronunciato una frase destinata a far esplodere il caso, sostenendo che la premier non avrebbe raddrizzato la schiena ma si sarebbe limitata a indossare delle ginocchiere per stare più comoda.
Parole interpretate da gran parte dell’Aula come un’allusione sessuale diretta alla presidente del Consiglio. Nel giro di pochi minuti si è scatenato il caos, con la maggioranza insorta e il dibattito trasformato in uno scontro aperto.