lunedì, Luglio 27

Paolo Belli, la lettera alla madre di Alessandro Magnani nel giorno dei funerali

Nel giorno più difficile, quello dell’ultimo saluto, è arrivato il primo contatto ufficiale tra Paolo Belli e la famiglia di Alessandro Magnani, il 41enne morto dopo l’incidente del 13 luglio a Cognento di Campagnola Emilia. Il cantante ha fatto recapitare una lettera alla madre dell’uomo, la signora Lina, proprio mentre a Reggio Emilia si celebravano i funerali. Un gesto riservato, mediato dagli avvocati delle due famiglie, con cui il musicista ha voluto esprimere «vicinanza, partecipazione, solidarietà» e il suo «enorme dispiacere e dolore» per la scomparsa del 41enne.

Il messaggio consegnato nel giorno dell’addio

Paolo Belli fa recapitare una lettera alla madre di Alessandro Magnani nel giorno dei funerali a Reggio Emilia

La missiva è stata affidata dal cantante al proprio legale, l’avvocato Ghini, e consegnata ai difensori della famiglia Magnani. Una scelta di discrezione maturata nel tempo: nei giorni immediatamente successivi all’incidente, un incontro diretto era stato ritenuto inopportuno per il dolore ancora troppo forte dei familiari. Il contenuto completo della lettera non è stato diffuso, ma il gesto segna un passaggio significativo in una vicenda che ha colpito profondamente la comunità reggiana.

Belli, indagato per omicidio stradale come atto dovuto nell’ambito delle indagini, ha scelto fin dall’inizio di non intervenire pubblicamente. Secondo quanto emerso, subito dopo l’impatto il cantante sarebbe apparso profondamente sconvolto e avrebbe chiesto notizie sulle condizioni dell’uomo.

In 500 per l’ultimo saluto: i simboli di una vita sul feretro

Circa 500 persone hanno riempito la chiesa dell’Immacolata Concezione di Reggio Emilia per l’addio ad Alessandro Magnani, originario di Canolo di Correggio. Sul feretro, gli oggetti che raccontavano le sue passioni: la maglia del Napoli, un pallone da pallavolo, la sciarpa della Reggiana e un album degli 883. E proprio le note di Max Pezzali, con «Grazie mille» e «Gli anni», hanno accompagnato l’uscita del feretro al termine della cerimonia.

Nell’omelia, don Davide Poletti ha ricordato il 41enne con parole rimaste impresse ai presenti: «Ovunque andasse creava una piccola fraternità».

L’autopsia e il nodo del nesso di causalità

Sul fronte dell’inchiesta, gli avvocati della famiglia Magnani, Giuseppe Mosca e Pasquale Piccolo, hanno riferito che i primi esiti dell’autopsia avrebbero escluso patologie pregresse e l’ipotesi di un malore: «L’autopsia ha escluso il malore», hanno dichiarato, precisando che serviranno ulteriori esami istologici per completare il quadro medico-legale. Il consulente tecnico nominato dalla famiglia si è spinto oltre: «Sembra quasi certo il nesso di causalità tra la caduta e le lesioni che hanno provocato la morte», valutazione che resta ora al vaglio degli inquirenti.

Secondo la ricostruzione, il 13 luglio Magnani stava lasciando un’abitazione dopo aver consegnato alcuni documenti e si dirigeva verso la propria auto quando è avvenuto l’impatto con la bicicletta condotta dal musicista. Trasferito d’urgenza all’ospedale di Parma in condizioni gravissime, è morto il giorno successivo. Intanto, sul sito di Paolo Belli e di PB Produzioni resta l’avviso che annuncia la sospensione di tutte le attività artistiche, compreso il Summer Tour 2026 della Big Band, «fino a prossima comunicazione».