sabato, Giugno 13

Sorelle scomparse nell’Aquilano, l’appello della madre. Spunta l’ipotesi choc

Proseguono senza sosta le ricerche di Sarah e Alisya Di Giacinto, le due sorelle di 12 e 16 anni scomparse da sabato scorso dalla comunità educativa Ofh Hope di Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila. A sei giorni dall’allontanamento, la madre delle ragazze, Valentina D’Acunto, ha lanciato un nuovo e accorato appello affinché le figlie si mettano in contatto con la famiglia e facciano sapere di stare bene.

Il messaggio della madre

Le ricerche delle due sorelle scomparse da una casa-famiglia a Civitella Alfedena, in provincia dell'Aquila

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La donna, 39 anni e originaria di Minturno, ha affidato un messaggio audio al proprio legale, Enrico Mastantuono, chiedendone la diffusione nella speranza di raggiungere le due ragazze. Nel messaggio, Valentina D’Acunto si è rivolta direttamente alle figlie, assicurando loro di non essere arrabbiata e ribadendo che l’unica priorità è sapere che stanno bene.

La madre le ha invitate a farsi vive, sottolineando che qualsiasi difficoltà può essere affrontata insieme: “Ricordatevi che tutto si sistema, ma dobbiamo farlo insieme. Mamma vi aspetta”, ha dichiarato, ricordando alle figlie quanto siano importanti per lei e chiedendo almeno un segnale sulle loro condizioni.

Le indagini e le ipotesi al vaglio

Sul caso lavora la Procura di Sulmona, che ha aperto un fascicolo contro ignoti con l’ipotesi di sottrazione di minori. Gli accertamenti sono affidati ai carabinieri della compagnia di Castel di Sangro, coordinati dal sostituto procuratore Stefano Iafolla sotto la supervisione del procuratore Luciano D’Angelo.

Gli inquirenti stanno valutando tutte le piste, compresa quella di un possibile allontanamento non volontario, da considerare con la massima cautela. Come riporta Agi, l’ipotesi del rapimento non è così remota.

Secondo le prime ricostruzioni, le ragazze si sarebbero allontanate nella notte tra sabato e domenica, lasciando la struttura da una porta senza portare con sé i telefoni cellulari, poi sequestrati dagli investigatori. La comunità che le ospitava dal 2024 era priva di sistemi di videosorveglianza interni, circostanza che complica la ricostruzione dei loro movimenti.

Le ricerche sul territorio

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