Gli equilibri interni al centrodestra tornano sotto i riflettori dopo una domenica di dichiarazioni incrociate. Da Milano Marittima, Matteo Salvini ha di fatto chiuso la porta a un’alleanza con Roberto la sfida di Vannacci a Meloni che agita il centrodestra ; da Vicenza, l’europarlamentare e leader di Futuro Nazionale ha replicato fissando le proprie condizioni e lanciando un messaggio diretto alla premier Giorgia Meloni. Un confronto a distanza che racconta una frattura ormai difficile da ricomporre.
La chiusura della Lega

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Il segretario del Carroccio è stato netto sul piano politico. Pur assicurando che il centrodestra arriverà alle prossime elezioni con l’attuale alleanza, ha precisato che ciò avverrà “con Vannacci ad oggi evidentemente no”. Alla base della presa di posizione, ha spiegato, ci sono i voti espressi dal generale contro la fiducia al governo e contro il piano casa.
“Se ci ritiene dei falliti adesso, non penso cambierà idea tra un anno”, ha aggiunto Salvini, rivendicando l’obiettivo di vincere per portare avanti le proprie battaglie, a partire dall’autonomia. Una chiusura che, pur lasciando in piedi la coalizione tradizionale, esclude per ora l’ingresso di Futuro Nazionale.
Il registro personale di Salvini
Accanto alla rottura politica, il vicepremier ha aggiunto una nota personale. “Non porto rancore, c’è più una delusione umana che politica”, ha dichiarato, accusando Vannacci di essersi rimangiato in poche settimane l’apertura ricevuta dalla Lega, e aggiungendo: “Non ci siamo sentiti più al telefono: mi freghi una volta…”. Non è mancata una stoccata identitaria sui convegni vannacciani, con un riferimento critico all’uso della parola “camerata”, definita parte di “un passato da studiare”.
Le condizioni di Vannacci
Da Vicenza, accolto da una sala gremita, Vannacci ha risposto senza alzare i toni sul piano personale: “Io non serbo rancore con Matteo Salvini”, definendo “costruttiva” la propria esperienza nella Lega. Ha però respinto l’accusa di averne approfittato, rivendicando di aver portato al Carroccio “un bagaglio di voti bello consistente” alle Europee del 2024.
Soprattutto, il generale ha fissato il perimetro politico del proprio movimento: “Siamo assolutamente disponibili a entrare in coalizione se verranno rispettate le nostre linee rosse”. Condizioni che, ha spiegato, riguardano il posizionamento internazionale, l’energia, la sicurezza, il modello economico e il principio del “prima gli italiani”. Un modo per presentarsi non come comprimario, ma come interlocutore in grado di dettare le proprie richieste.
Il messaggio alla premier
La battuta più diretta è stata riservata a Meloni. Rispondendo alle voci su una possibile apertura nei suoi confronti, Vannacci ha precisato di non aver mai parlato con la presidente del Consiglio, per poi lanciare l’invito: “Se Meloni ha qualcosa da dirmi, lei ha il mio numero di telefono: mi chiami”. Una frase a doppio taglio, che mescola disponibilità al dialogo e sfida.
La partita degli equilibri
Dietro le schermaglie si gioca una partita di sostanza. Con i sondaggi che danno Futuro Nazionale in crescita, in alcuni casi davanti alla Lega, il posizionamento di Vannacci diventa un fattore strategico per il futuro della coalizione. Il pressing sul generale, l’autonomia del suo movimento e i rapporti con Meloni delineano uno scenario in cui la composizione del centrodestra resta tutt’altro che definita, in vista delle prossime scadenze elettorali.