martedì, Giugno 30

Giallo di Pietracatella, madre e figlia morte per ricina: in campo gli esperti tedeschi, prelievi sui superstiti

Una svolta investigativa nel giallo di Pietracatella, in provincia di Campobasso, dove lo scorso dicembre Antonella Di Ielsi e la figlia Sara Di Vita sono morte per un sospetto avvelenamento da ricina. Alle indagini coordinate dalla Procura di Larino si aggiungono ora esperti tedeschi di primo piano, mentre proseguono gli accertamenti sui due familiari superstiti.

Gli esperti tedeschi a supporto delle indagini

Pietracatella, in provincia di Campobasso, teatro del giallo del duplice avvelenamento con la ricina

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A collaborare con i consulenti italiani sono il direttore del Centro per i rischi biologici e patogeni speciali del Robert Koch Institut di Berlino, Christian Herzog, e Sylvia Worbs, collaboratrice del laboratorio per le tossine biologiche dello stesso istituto. La struttura berlinese ha sviluppato tecniche particolarmente avanzate, in grado di individuare tracce di ricina anche a mesi di distanza dai fatti.

Anche l’Ufficio federale della polizia criminale tedesca, il Bka, supporterà gli investigatori italiani. “La collaborazione tra italiani e tedeschi è ottima, è una cosa importante”, ha spiegato la procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, senza aggiungere ulteriori dettagli sul contributo degli agenti tedeschi.

I prelievi sui due superstiti

Tra le attività riprese in giornata, martedì 30 giugno, ci sono i prelievi di sangue effettuati su Gianni e Alice Di Vita, gli unici due familiari sopravvissuti. I campioni, nelle prossime ore, saranno inviati al Robert Koch Institute di Berlino.

L’obiettivo degli accertamenti è verificare l’eventuale presenza di anticorpi contro la ricina nei due, così da stabilire se anch’essi possano essere entrati in contatto con il veleno. Si tratta di un passaggio investigativo: gli interessati non risultano destinatari di alcuna misura e ogni valutazione sulla vicenda spetta esclusivamente all’autorità giudiziaria, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza.

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Gli alimenti sotto esame

Il lavoro degli specialisti si concentrerà anche sui 70 alimenti sequestrati nelle due abitazioni della famiglia a Pietracatella, che mercoledì saranno consegnati agli esperti tedeschi per essere analizzati alla ricerca di eventuali tracce di veleno. Gli stessi consulenti dovranno inoltre cercare tracce di ricina su indumenti, mobili e altri oggetti: la casa della famiglia sarà sottoposta a un nuovo sopralluogo, probabilmente nei primi giorni di agosto.

Il vertice a Pavia e l’attesa per l’autopsia

Lo stato delle indagini è stato fatto il giorno precedente nel corso di un vertice al Centro Antiveleni Tossicologico “Maugeri” di Pavia, diretto dal professor Carlo Locatelli. All’incontro hanno preso parte gli uomini della squadra mobile di Campobasso, i consulenti italiani, gli esperti tedeschi e la stessa procuratrice Antonelli, oltre ai difensori delle parti.

Nelle prossime ore, intanto, è atteso anche l’esito dell’esame autoptico: la relazione dovrebbe arrivare in Procura nel corso della giornata, fornendo un tassello potenzialmente decisivo per chiarire le cause della morte delle due donne.