giovedì, Luglio 2

Giallo di Pietracatella, l’autopsia conferma: Antonella Di Ielsi e la figlia Sara uccise dalla ricina

Una svolta nel giallo di Pietracatella, in provincia di Campobasso. Gli esami autoptici avrebbero confermato la causa della morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, le due donne decedute lo scorso dicembre nella villetta di famiglia. Secondo quanto appreso, il collegio medico-legale indica nell’avvelenamento da ricina la causa del decesso di entrambe.

L’esito dell’autopsia

madre e figlia ricina avvelenate

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Le conclusioni degli accertamenti sarebbero già state comunicate in via informale alla Procura di Larino, che coordina l’inchiesta. L’esito rappresenta un passaggio fondamentale per un’indagine che da mesi cerca di ricostruire cosa sia esattamente accaduto nell’abitazione della famiglia. Va precisato, tuttavia, che si tratta al momento di una comunicazione informale: la relazione conclusiva non è ancora stata depositata ufficialmente.

La relazione ufficiale attesa nei prossimi giorni

Il documento richiederà ancora alcuni giorni, poiché dovrà essere sottoscritto da tutti i componenti del collegio medico-legale, coordinato dalla dottoressa De Luca, prima della trasmissione formale alla Procura e alle parti coinvolte nel procedimento.

Sarà proprio il deposito della perizia definitiva a cristallizzare ufficialmente gli esiti degli accertamenti, che costituiranno un elemento centrale per il prosieguo delle indagini. Fino a quel momento, i risultati restano in una fase di formalizzazione, pur indicando con chiarezza la direzione presa dagli accertamenti.

Il quadro dell’inchiesta

La conferma della ricina come causa della morte è un tassello decisivo in una vicenda che ha richiesto mesi di lavoro e il contributo di consulenti altamente specializzati, tra cui esperti del Robert Koch Institute di Berlino, chiamati proprio per la loro capacità di individuare tracce del veleno anche a distanza di tempo. Nelle settimane scorse gli accertamenti avevano riguardato anche i 70 alimenti sequestrati nelle abitazioni della famiglia e i prelievi effettuati sui due familiari superstiti.

Su questo fronte è bene ribadire che ogni valutazione sulle eventuali responsabilità spetta esclusivamente all’autorità giudiziaria: allo stato non risultano provvedimenti a carico di alcuno, e vale pienamente la presunzione di innocenza. L’inchiesta della Procura di Larino prosegue ora per chiarire le circostanze del duplice decesso, con l’esito autoptico a fornire una base scientifica solida al lavoro degli investigatori.