Prima la terra che trema, poi quell’immagine surreale nel cielo. Il Giappone vive ore di apprensione dopo il terremoto di magnitudo 7.1 che martedì 28 luglio ha colpito la prefettura di Kumamoto, nel sud del Paese, causando danni, feriti e una temporanea allerta tsunami. Ma a catturare l’attenzione del web, nelle ore successive alla scossa, è stata soprattutto una fotografia: un’immensa nube bianca a forma di fungo, perfettamente stagliata contro il cielo azzurro sopra la città. Lo scatto, condiviso su X, ha superato le 100mila visualizzazioni in poche ore. E ha acceso un dibattito infuocato.
“Sembra un’esplosione nucleare”: il web si scatena
La forma della nube, così simile a un fungo atomico, unita al tempismo con cui è apparsa, ha fatto correre l’immaginazione di migliaia di utenti. “Sembra una bomba nucleare”, scrive qualcuno. “Non può essere un fenomeno naturale dopo un terremoto del genere”, incalza un altro. C’è persino chi evoca scenari da fantascienza, parlando di “qualcosa emerso dalle profondità della terra”. A rendere il tutto ancora più suggestivo, le testimonianze di chi giura di aver visto la stessa nube anche dalla prefettura di Saga, ad ore di distanza dal luogo dello scatto. Come è possibile?
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La verità degli esperti: ecco cos’è quella nube
A riportare tutti con i piedi per terra ci hanno pensato meteorologi ed esperti, intervenuti in massa sotto il post virale. La formazione immortalata nella foto è un cumulonimbus incus, in italiano “cumulonembo a incudine”: una delle nubi temporalesche più imponenti e conosciute dalla meteorologia, tutt’altro che rara durante l’estate.
Unusual cloud formations appeared over Kumamoto, Japan, shortly after the magnitude 7.1 earthquake. pic.twitter.com/rRfgEbMRZW
— Weather Monitor (@WeatherMonitors) July 28, 2026
La dinamica che la genera è ben documentata. Masse di aria calda e umida vengono spinte verso l’alto da potentissime correnti ascensionali, salendo per chilometri fino a scontrarsi con la tropopausa, la fascia dell’atmosfera dove la temperatura smette di calare con la quota. Lì l’aria trova una sorta di barriera invisibile: non potendo più salire, si allarga in orizzontale. Il risultato è quella inconfondibile sommità piatta e larga, che vista da lontano ricorda un’incudine o, appunto, un fungo gigante.
E c’è anche la risposta al mistero della visibilità a chilometri di distanza: queste nubi raggiungono normalmente i 10.000 metri di altezza, con picchi che possono sfiorare i 18.000. Un colosso del genere si vede tranquillamente anche a oltre cento chilometri.
Il terremoto non c’entra: perché le “nuvole sismiche” non esistono
Resta la domanda che tutti si fanno: possibile che il sisma abbia generato la nube? La risposta della scienza è netta: no. Le cosiddette “nuvole da terremoto” appartengono al campo della pseudoscienza: non esiste alcun meccanismo fisico riconosciuto che leghi le scosse sismiche alla formazione di nubi temporalesche, il cui sviluppo dipende unicamente da convezione, umidità e instabilità dell’atmosfera.
Quella di Kumamoto è stata dunque una semplice coincidenza, resa virale dalla paura e dall’emotività di una giornata drammatica. Il cumulonembo a incudine, semmai, annuncia altro: è il segnale di un temporale in fase matura, capace di scaricare piogge violente, fulmini e talvolta grandine. Un fenomeno potente, spettacolare, ma completamente naturale. E questa volta la spiegazione più semplice è anche quella giusta.