Il Giappone trema ancora. Un violento terremoto di magnitudo 7.1 ha colpito la parte meridionale del Paese, provocando feriti, crolli di edifici, incendi e un’imponente operazione di evacuazione nella prefettura di Kumamoto, sull’isola di Kyushu. La scossa è stata registrata alle 16.27 ora locale a una profondità di appena 10 chilometri, un dato che ne ha amplificato la violenza in superficie: l’intensità ha raggiunto il livello massimo, pari a 7, della scala sismica giapponese Shindo.
Nelle ore successive al sisma è scattata l’allerta tsunami, poi revocata meno di due ore dopo dall’Agenzia meteorologica giapponese. Le autorità hanno intanto disposto l’evacuazione di circa 300mila persone, mentre i soccorritori continuano a operare senza sosta nelle aree più colpite. Circa 45mila utenze sono rimaste senza elettricità nella prefettura, anche se il gestore Kyushu Electric Power ha precisato che i tre reattori nucleari presenti nella regione hanno continuato a funzionare regolarmente.
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Aerial footage from NHK news broadcast shows severe damage to the Kyushu Expressway, where sections of the bridge appear to have shifted and separated at expansion joints following the magnitude 7.1 earthquake in Kumamoto, Japan. pic.twitter.com/St9Co32wkq
— MOSCOW NEWS 🇷🇺 (@MOSCOW_EN) July 28, 2026
Il crollo del ponte e la furia della scossa
Tra le immagini più impressionanti arrivate dalle zone colpite c’è quella del ponte parzialmente crollato nell’area di Kumamoto. Secondo quanto riportato da Sky News, sulla base di una fotografia dell’agenzia Reuters, una corsia della struttura è finita sott’acqua, mentre l’altra parte del ponte è rimasta intatta e continua a essere percorsa dalle automobili. Uno scenario che dà la misura della potenza del sisma.
A bridge has been destroyed by the magnitude 7 earthquakes in Japan. pic.twitter.com/ppVDE8CtPj
— Nightmare (@Nightshade00077) July 28, 2026
Le testimonianze raccolte nelle prime ore raccontano momenti di autentico terrore. Un dipendente dell’emittente pubblica Nhk, intervenuto in diretta poco dopo la scossa, ha riferito di non essere riuscito a restare in piedi durante il terremoto e di aver continuato ad avvertire nuove scosse anche nei minuti successivi.
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Esplosione all’Aeon Mall: persone intrappolate, si temono vittime
L’episodio più grave si è verificato all’interno dell’Aeon Mall di Kumamoto, dove dopo la scossa si è registrata un’esplosione. La polizia ha ricevuto numerose segnalazioni sull’incidente, mentre la Nhk ha parlato di diverse persone rimaste intrappolate all’interno della struttura. Secondo quanto riportato dalla televisione Tbs, ci sarebbero anche numerose vittime: il bilancio è tuttavia ancora provvisorio e le operazioni di soccorso sono in pieno svolgimento.
La premier Sanae Takaichi ha annunciato l’invio di 300 membri delle Forze di Autodifesa nelle zone colpite per supportare le attività di emergenza. Dalla Farnesina fanno sapere che nell’area interessata vivono pochi cittadini italiani e che, al momento, non risultano segnalazioni che li riguardino, anche se la situazione resta in costante evoluzione.
Kumamoto e l’incubo che ritorna: il precedente del 2016
L’epicentro è stato localizzato a circa 20 chilometri a sud della città di Kumamoto, che conta circa 700mila abitanti. Le autorità hanno invitato la popolazione a prepararsi a possibili nuove forti scosse nel corso della prossima settimana e a prestare particolare attenzione al rischio di frane nelle aree montuose.
Per questa terra si tratta di una ferita che si riapre. La prefettura di Kumamoto porta ancora i segni dei devastanti terremoti del 2016, quando due violente scosse di magnitudo 6.5 e 7.3 provocarono 273 morti e oltre 2.800 feriti. Anche questa volta il bilancio è in continuo aggiornamento, mentre i soccorritori proseguono le ricerche tra gli edifici crollati, nella speranza di trovare superstiti.