Il nuovo corso della Nazionale italiana è ufficialmente cominciato. A meno di ventiquattro ore dall’annuncio di Giovanni Malagò, sono stati presentati il nuovo commissario tecnico Roberto Mancini e il direttore tecnico Claudio Ranieri, la coppia scelta dalla Figc per rilanciare gli azzurri con un obiettivo che è quasi un’ossessione nazionale: riportare l’Italia ai Mondiali. E nella conferenza stampa di presentazione, Mancini ha sorpreso tutti con una confessione a cuore aperto.
Il tecnico marchigiano è infatti tornato sulla ferita ancora aperta del suo addio del 2023, quando lasciò la panchina azzurra per trasferirsi in Arabia Saudita. Parole che nessuno si aspettava così nette: “Ho sbagliato e mi dispiace. La sorte mi dà la possibilità di rifarmi: è come quando perdi la donna della tua vita”. Un mea culpa totale, che segna la volontà di ripartire da zero e riconquistare i tifosi rimasti delusi da quell’addio improvviso.
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Le ambizioni del ct: “Voglio vincere un trofeo, magari due”

Archiviato il passato, Mancini ha guardato subito avanti, fissando obiettivi tutt’altro che timidi: “Vorrei vincere un trofeo importante, magari anche due. Mi piacerebbe costruire un progetto con la Nazionale. E rimanere anche oltre la durata del mio contratto, se possibile”. Non un traghettatore, dunque, ma un allenatore che punta a un ciclo lungo, sul modello di quello che lo portò al trionfo di Euro 2020.
Nel suo intervento anche una precisa visione tecnica sul futuro del movimento: “Le Under dovrebbero giocare tutte lo stesso modulo, dall’Under 18 in su. Per me già a 18 anni si possono lanciare i giocatori bravi e per questo sarebbe meglio avere un’identità tattica comune”. Un progetto di filiera che punta a creare continuità tra le giovanili e la Nazionale maggiore.
Malagò: “Sentiamo la pressione, sono vent’anni che manchiamo”
Al fianco del nuovo ct, il presidente federale Giovanni Malagò non ha nascosto il peso del momento: “Sentiamo la pressione. Non ci qualifichiamo da tre Mondiali ed è giusto che sia così. Sono vent’anni che non giochiamo una partita a eliminazione diretta di un Mondiale”. Numeri che fotografano la crisi più lunga della storia azzurra e che spiegano la scelta di puntare su due profili di grande esperienza.
Il presidente ha anche annunciato che entro il weekend dovrebbe essere individuata una terza figura per completare il nuovo staff tecnico, e ha chiuso la polemica sulla presunta conferenza stampa a pagamento per i giornalisti: “Ridaremo tutti i soldi”, ha assicurato, parlando di un fraintendimento.
Ranieri e la missione romantica: “Far innamorare di nuovo gli italiani”
Accanto a Mancini ci sarà Claudio Ranieri, il tecnico gentiluomo capace del miracolo Leicester, che ha spiegato così la sua missione da direttore tecnico: “Sono molto felice. Vorrei riportare l’amore nei tifosi della Nazionale e far vedere ai bambini la nostra Italia ai Mondiali”. Parole semplici, che toccano il nervo scoperto di un’intera generazione cresciuta senza mai vedere gli azzurri nella rassegna iridata.
Il progetto, insomma, è tracciato: Mancini in panchina, Ranieri a supervisionare, un’identità tattica comune dalle giovanili alla prima squadra. Ora però servono i risultati, perché la pazienza dei tifosi italiani è finita da un pezzo. La strada verso il Mondiale comincia adesso: l’Italia non può più sbagliare.