giovedì, Luglio 30

Cgil, la casa editrice perde 2,6 milioni: dal governo Meloni un contributo da 740mila euro

Il capitolo editoria continua a pesare sui conti della Cgil. Anche nel 2025 il primo sindacato italiano, guidato da Maurizio Landini, si è trovato a dover coprire le perdite della società controllata Futura editrice srl: 2,631 milioni di euro.

Una cifra rilevante, ma comunque inferiore a quella dell’anno precedente, quando il rosso aveva raggiunto i 4,7 milioni di euro. Un miglioramento parziale, dunque, che però non basta a chiudere la partita. E che è arrivato anche grazie a un contributo pubblico destinato a far discutere.

Il contributo da Palazzo Chigi

A limitare i danni nel bilancio 2025 è stato infatti un contributo a fondo perduto di 740.514 euro erogato dalla presidenza del Consiglio guidata da Giorgia Meloni, destinato agli investimenti effettuati nel corso del 2023 in tecnologie innovative.

Il finanziamento arriva dal dipartimento editoria di Palazzo Chigi e dal fondo straordinario per l’innovazione nell’editoria italiana istituito con un dpcm del 2023. Le domande erano state presentate nel 2024, accolte parzialmente, e le somme distribuite nel corso del 2025.

Nel dettaglio, la società editoriale della Cgil è rientrata nell’elenco delle «misure a sostegno degli investimenti in tecnologie innovative realizzati da imprese editrici di quotidiani e periodici e da agenzie di stampa», previsto dall’articolo 5 del decreto.

Quattro riviste e un investimento tecnologico

C’è però un aspetto che rende il caso particolare. Futura non è editrice né di quotidiani né di agenzie di stampa. Pubblica alcuni libri a tema nel corso dell’anno, un’attività che però non rientrava tra quelle previste dal dpcm.

Il contributo è stato quindi concesso per gli investimenti tecnologici relativi alle quattro riviste pubblicate dalla società, che escono con cadenza trimestrale o quadrimestrale. Si tratta di “Rgl”, rivista di giurisprudenza, “Rps”, rivista delle politiche sociali, “Qrs” (Quaderni di rassegna sindacale) e “Critica marxista”, unico bimestrale di riflessione politica e culturale del gruppo.

Il confronto con gli altri editori

È il paragone con gli altri beneficiari a colpire di più. I 740mila euro destinati alla società della Cgil rappresentano uno dei finanziamenti più alti concessi dal decreto, praticamente allineato a quello ottenuto dall’Ansa (751mila euro).

Cifre superiori sono andate soltanto a Rizzoli Corriere della Sera Mediagroup (2,1 milioni di euro) e al gruppo Gedi prima della vendita (1,77 milioni). Per il resto, il cofinanziamento pubblico ricevuto da Futura supera quello concesso all’Agenzia Italia (709mila euro), al Sole 24 Ore (480mila euro), all’Adnkronos (358mila euro) e a tutte le altre case editrici di giornali cartacei e agenzie coinvolte, in tutto 55 soggetti.

Fatturato raddoppiato, ma i costi corrono di più

Sul fronte industriale, i numeri raccontano una crescita significativa. Il fatturato della società editrice è più che raddoppiato, passando da 2,9 a 6,689 milioni di euro.

Il problema è che nello stesso periodo sono cresciute anche le spese di produzione, salite da 7,7 a 9,3 milioni di euro. Un aumento che ha finito per generare il nuovo buco in bilancio, nonostante l’espansione dei ricavi.

I libri pubblicati nel 2025

Oltre alle quattro riviste periodiche, nel 2025 Futura editrice ha mandato in stampa una ventina di libri, in gran parte concentrati nel mese di gennaio. Molti affrontano temi sindacali classici, ma il catalogo è più ampio di quanto si potrebbe immaginare.

Ci sono corposi saggi sull’industria della difesa europea, un volume su Mafia ed economia scritto a quattro mani da Andrea Carni e Nando Della Chiesa, e una raccolta di scritti scelti di Pietro Ingrao.

Non manca poi un filone dedicato al fascismo storico e contemporaneo: un libro di Paolo Treves, “Quello che ci ha fatto Mussolini”, e uno di Loredana Guerrieri, “Ordine nuovo – Il nostro onore si chiama fedeltà”. A chiudere la serie, “Antifascisti da sempre”, dedicato agli 80 anni dalla Liberazione, curato da Ilaria Romeo e con la prefazione firmata proprio da Maurizio Landini.