Il Palio dell’Assunta è stato rinviato a lunedì 17 agosto. La decisione è arrivata nel pomeriggio di domenica 16, dopo la riunione tra i capi squadra delle Contrade e la sindaca Nicoletta Fabio, al termine del temporale che ha reso impraticabile il tufo di Piazza del Campo.
Non è però detto che sia finita qui: anche per lunedì sono previste piogge su Siena, con un’allerta gialla per temporali diramata su diverse aree della Toscana.
Leggi anche:Padova, morto Simone Rizzato: il calcio dilettantistico piange l’ex portiere
Leggi anche:È morto Jorge Messi, il papà e agente di Lionel: aveva 68 anni. Il lutto del campione argentino
Cosa è successo in piazza

Una prima pioggerella è scesa sul Campo intorno alle 13:30. Alle 14:03 è arrivato il temporale vero, con vento forte e fuggi fuggi di turisti e cittadini che avevano già iniziato a occupare la piazza. La pioggia è cessata verso le 15.
Un’ora e poco più è bastata a compromettere il fondo. Il tufo non è una superficie qualsiasi: viene steso e compattato nei giorni precedenti con una lavorazione calibrata per garantire aderenza senza essere né polveroso né cedevole. L’acqua altera quell’equilibrio in due modi ugualmente pericolosi — in superficie lo rende scivoloso, in profondità lo appesantisce — e alle velocità della carriera, sulle curve di San Martino e del Casato, è un rischio diretto per cavalli e fantini.
Per questo la valutazione non è discrezionale né sentimentale: sono gli ispettori della pista a stabilire se il fondo è in condizioni di sicurezza, e la decisione finale spetta all’autorità comunale.
Un rinvio che non è più un’eccezione
Il Palio non si annulla mai: si sposta al giorno successivo, con l’intero cerimoniale — corteo storico compreso — riproposto da capo.
Il dato che colpisce è la frequenza. Cinque degli ultimi otto Palii non si sono disputati nelle date canoniche del 2 luglio e del 16 agosto. Anche quest’anno era già successo: la carriera di luglio si è corsa il 3 anziché il 2, sempre per maltempo.
È il segno di una stagione atmosferica cambiata, con temporali estivi più violenti e concentrati, che si scaricano su superfici ridotte in tempi brevissimi. Per una manifestazione legata a due date fisse del calendario liturgico, è un problema strutturale che a Siena si comincia a discutere apertamente.
Le dieci Contrade e le monte
Al canape andranno Selva, Chiocciola, Oca, Nicchio, Lupa, Istrice, Torre, Aquila, Onda e Giraffa. Tre le coppie di rivali in pista: Oca e Torre, Istrice e Lupa, e Onda e Torre — quest’ultima l’unico caso di rivalità unilaterale, perché la Torre non riconosce l’Onda come propria nemica.
Queste le accoppiate: Velluto (Dino Pes) su Diodoro per la Lupa; Brigante (Carlo Sanna) su Benitos per l’Aquila; Tittia (Giovanni Atzeni) su Anda e Bola per il Nicchio; Scompiglio (Jonatan Bartoletti) su Arestetulesu per la Chiocciola; Gingillo (Giuseppe Zedde) su Donrodrigo per la Torre; Virgola (Andrea Sanna) su Viso d’Angelo per l’Onda; Grandine (Sebastiano Murtas) su Canarinu per la Selva; Spago (Michel Putzu) su Diamante Sauro per l’Oca; Tamurè (Federico Guglielmi) su Ares Elce per l’Istrice; Turbine (Elias Mannucci) su Euskaldi per la Giraffa.
In mattinata si era conclusa la segnatura dei fantini: ai sensi dell’articolo 58 del Regolamento per il Palio, i capitani hanno comunicato per iscritto al Comune la nomina del proprio fantino. Tutte le monte sono state confermate. Nelle prove la Lupa ha vinto la Provaccia, l’Oca la prova generale di sabato sera.
I temi della carriera
Il favorito sulla carta è Diodoro, ritenuto il cavallo più forte del lotto: ha vinto il Palio di luglio con l’Aquila, montato da Tittia, e ora corre per la Lupa con Velluto, che con quella contrada aveva già vinto nel 2024.
Tittia, dodici successi in carriera e protagonista delle ultime edizioni, cambia sella: guiderà Anda e Bola per il Nicchio, che con quel cavallo aveva vinto l’agosto 2025 e che aspetta un successo dal 1998.
L’Aquila, tornata a vincere a luglio dopo trentaquattro anni di attesa, punta al cosiddetto cappotto, cioè la doppietta nello stesso anno.
Il ritorno più atteso è quello di Scompiglio, che dopo aver saltato il Palio di luglio — assenza che aveva fatto discutere — sarà al canape per la sua trentaquattresima carriera. La Chiocciola gli si affida per la sesta volta, con un obiettivo dichiarato: interrompere un digiuno che dura dall’agosto 1999, ventisette anni.
La polemica sul drappellone
L’edizione arriva accompagnata da una discussione che dura da giorni. Il drappellone, realizzato dall’artista rumena Teodora Axente per il quinto centenario della Battaglia di Camollia, è stato criticato per la raffigurazione della Madonna. Il cardinale Augusto Paolo Lojudice lo ha definito “molto cupo”, rilevando che il volto presenta sembianze percepite come vagamente maschili, e ha suggerito un maggiore confronto con la Chiesa in fase di committenza.
Il sindaco Nicoletta Fabio, che della committenza ha la responsabilità, ha risposto in conferenza stampa rivendicando la scelta e dichiarandosi “umiliata e messa alla gogna”. Ha spiegato di aver conosciuto l’artista durante una mostra al Santa Maria della Scala e di averne apprezzato la devozione, aggiungendo che la risceglierebbe. Si è detta disponibile a un confronto con l’autorità religiosa e con il Magistrato delle Contrade sulle modalità della committenza, precisando però di non voler mettere l’arte sotto tutela.
Cosa succede adesso
Tre giri sul tufo decideranno chi conquisterà il Cencio. Ma prima serve che la pista sia agibile, e la previsione per lunedì non è rassicurante.
Come sempre, del resto, il Palio resta una corsa impossibile da decifrare fino in fondo: la partenza ai canapi, le traiettorie, le alleanze e le rivalità tra Contrade, il comportamento dei cavalli. Tutto può cambiare in un istante. A cominciare dal meteo.