È proprio il caso di dire “chi la fa, l’aspetti”. Nick Kyrgios è stato sospeso in via cautelare dall’ITIA, l’International Tennis Integrity Agency, nell’ambito del programma antidoping del tennis. L’organismo indipendente, creato per salvaguardare l’integrità dello sport, ha annunciato che il tennista australiano è risultato positivo alla benzoilecgonina, un metabolita della cocaina, durante un controllo effettuato al torneo di Maiorca dello scorso giugno.
Una notizia che assume un peso particolare se si considera che proprio Kyrgios ha a più riprese attaccato e accusato Jannik Sinner per il caso Clostebol, anche con toni gratuiti e offese personali. Ora l’australiano si trova a dover fare i conti con la stessa agenzia antidoping a cui aveva chiesto conto, in passato, dell’operato nei confronti del numero uno al mondo.
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Perché Kyrgios è stato sospeso in via cautelare

L’ex numero 13 del mondo e finalista a Wimbledon, oggi scivolato fino alla posizione 919 del ranking a causa di problemi fisici e di un calendario molto ridotto, si era sottoposto a un test fornendo un campione delle urine durante il torneo ATP 250 di Maiorca a giugno.
Nel mese successivo, il 17 luglio, un laboratorio accreditato dalla WADA, l’Agenzia Mondiale Antidoping, ha confermato la presenza della sostanza nel campione. Si tratta della traccia lasciata dall’assunzione di cocaina. Nella nota ufficiale si legge che la sostanza rientra tra gli stimolanti inclusi nella lista delle sostanze proibite dalla WADA ed è vietata nelle competizioni dal Programma Antidoping del Tennis, con sanzioni ridotte previste in caso di uso legato a sostanze d’abuso al di fuori della competizione stessa.
Cosa succede ora a Kyrgios
Alla luce di quanto accertato e sulla base della natura della sostanza rilevata, è stata applicata una sospensione obbligatoria e provvisoria, in vigore già dal 4 agosto scorso. Il tennista, che era stato avvertito nei mesi precedenti tramite una notifica riservata, non aveva potuto commentare né far trapelare nulla fino alla diffusione della nota ufficiale.
Kyrgios ha ora il diritto di presentare appello contro la sospensione provvisoria, ma secondo quanto comunicato dall’ITIA non lo ha ancora fatto. Nel frattempo il regolamento è chiaro: il tennista australiano non potrà giocare, allenare o assistere ad alcun evento organizzato o associato alle principali organizzazioni del tennis nazionali e internazionali.
I tanti attacchi gratuiti a Sinner per il caso Clostebol
Nick Kyrgios è stato uno dei principali accusatori di Jannik Sinner in passato. A più riprese il tennista australiano ha attaccato il numero uno al mondo, dimostrando pubblicamente di non credere alla sua versione dei fatti sulla nota contaminazione da Clostebol.
Nonostante la vicenda sia stata chiarita dagli organismi antidoping competenti, che hanno scagionato il tennista italiano dopo un periodo di sospensione legato alla responsabilità oggettiva sull’operato del proprio team, Kyrgios è andato avanti per mesi con i suoi attacchi. Una vera e propria crociata fatta di commenti al vetriolo, sfociati talvolta anche in battute infelici su situazioni extra-campo, comprese quelle riguardanti la sfera privata del tennista italiano.