martedì, Agosto 25

Sinner, il dubbio di Panatta dopo il forfait agli US Open: “Qualcosa non sta funzionando”

«Qualcosa non sta funzionando». Nel ginocchio di Jannik Sinner, forse nella preparazione della stagione. Ma di sicuro, secondo Adriano Panatta, in tutto il tennis mondiale ormai diventato una gigantesca macchina da guadagni a scapito della salute dei suoi protagonisti.

A sottolinearlo, ospite della Domenica Sportiva su Rai 2, è stato proprio Adriano Panatta, storico ex tennista azzurro.

Il forfait agli US Open

«Nonostante l’impegno profuso con il mio team e lo staff medico abbiamo dovuto prendere la difficile decisione di non partecipare agli US Open quest’anno», aveva annunciato qualche giorno fa via social lo stesso Sinner, numero 1 del ranking Atp, gettando nello sconforto migliaia di tifosi italiani.

Ora l’obiettivo del tennista altoatesino è tornare in campo per il finale di stagione, con i ricchi tornei di Pechino e Shanghai e le Atp Finals di Torino all’orizzonte. Meglio non rischiare di aggravare la situazione clinica del ginocchio con un ritorno frettoloso, insomma, anche se la rinuncia allo Slam americano, l’ultimo di stagione, fa comunque male: proprio a New York, ricordiamolo, Sinner aveva trionfato nel 2024.

La battuta di Panatta

«La cosa che mi fa un po’ ridere è che tutti i giocatori di tennis dicono “ho ascoltato il mio corpo…”. Io se lo ascolto, la mattina nemmeno mi alzo», ha scherzato Panatta, il tennista italiano più forte di sempre prima dell’avvento del fenomeno di San Candido, strappando una risata al pubblico in studio.

“Troppi infortuni tra i top player”

Subito dopo, però, Panatta si è fatto serio, entrando nel merito della questione: «Conta molto il tipo di gioco che uno fa, Nadal aveva un gioco violento e più di strappo di Federer, che era il dio del tennis. Djokovic anche aveva un fisico più elastico e dei colpi più soavi e quindi aveva meno incidenti».

«Qui invece parliamo di troppi infortuni: a parte Sinner e Alcaraz, abbiamo avuto Rune, Berrettini, Musetti, Fritz, tutti giocatori nei primi dieci con grossi incidenti. Qualcosa non sta funzionando, penso sia il tipo di gioco che ti costringe ad andare troppo forte», ha concluso l’ex campione, individuando nello stile di gioco moderno, sempre più fisico e potente, una delle possibili cause dell’ondata di infortuni che sta colpendo il tennis di vertice.