mercoledì, Settembre 2

Di Battista rompe il silenzio dopo il ricovero a Cuba: «Oggi mi sento meglio, torno in Italia venerdì». Il post e il ringraziamento ai medici cubani

Dopo giorni di apprensione e aggiornamenti filtrati attraverso terzi, è arrivato il messaggio scritto direttamente da lui. «Oggi mi sento meglio». Inizia così il post pubblicato da Alessandro Di Battista sui suoi profili social, il primo dopo il ricovero all’Avana.

L’ex deputato del Movimento 5 Stelle, 48 anni, è ricoverato a Cuba dal 28 agosto, dopo aver accusato un forte mal di testa. Nel messaggio annuncia anche la data del rientro in Italia.

Le parole del post

«Sono stati giorni difficili e allo stesso tempo sono ottimista e cerco sempre di vedere il positivo in tutto»

, ha scritto. Un passaggio che restituisce l’immagine di una fase clinica delicata, ma ormai in miglioramento.

Nel testo trova spazio anche un ringraziamento esplicito al personale sanitario dell’isola: «Ringrazio i medici cubani che, come mi è stato confermato dai medici italiani, sono stati molto bravi e tempestivi nella diagnosi e nella scelta delle cure iniziali».

La data della partenza e chi paga il viaggio

Il dettaglio più atteso riguarda il rientro. «Partirò da Cuba il 4 settembre con un’aeroambulanza», ha annunciato, precisando che i costi «verranno coperti dalla compagnia assicurativa» con la quale aveva stipulato una polizza prima della partenza.

Un chiarimento non casuale, considerando le polemiche esplose nei giorni scorsi. Per l’ex parlamentare, infatti, niente volo di Stato: il governo era pronto a metterlo a disposizione, ma Di Battista lo ha rifiutato fin dal primo momento. L’arrivo in Italia sarebbe previsto per il giorno successivo alla partenza.

Il post scriptum sulla Palestina

Al termine del messaggio l’ex deputato ha aggiunto un post scriptum di natura politica. «Da anni ho deciso di “sfruttare” gli spazi mediatici che ho a disposizione per denunciare l’Olocausto palestinese», ha scritto, sostenendo che il tema continui anche se molti giornali si voltano dall’altra parte.

Ne ha approfittato per riportare quanto gli sarebbe stato raccontato negli ospedali cubani: molti dei medici e degli infermieri palestinesi uccisi in Palestina negli ultimi tre anni si sarebbero formati proprio sull’isola. Il messaggio si chiude con un ringraziamento: «Grazie a tutti per l’affetto che è superiore a quello che mi sarei mai immaginato».

Il ruolo dei medici italiani inviati all’Avana

Il quadro clinico è stato valutato anche alla presenza dei due medici del Policlinico Gemelli di Roma — un neurochirurgo e uno specialista di rianimazione e terapia intensiva — inviati sull’isola dal leader del M5s Giuseppe Conte.

All’Avana si trova anche Sahra Lahouasnia, compagna di Di Battista, arrivata nei giorni scorsi insieme ad alcune persone vicine all’ex parlamentare.

Una data slittata di ventiquattro ore

Va ricordato che inizialmente si era parlato di un rientro previsto per giovedì. La programmazione è stata poi rivista dopo gli ulteriori accertamenti a cui l’ex deputato è stato sottoposto, con la partenza fissata ora per venerdì 4 settembre.

Uno slittamento che, in casi come questo, risponde a esigenze di prudenza: un volo transoceanico in aeroambulanza richiede condizioni di stabilità clinica che vengono verificate fino alle ore immediatamente precedenti alla partenza.