mercoledì, Luglio 22

Meloni conquista Trump: accordo sui dazi in vista e canale Ue-Usa riaperto

Meloni conquista Trump: accordo sui dazi in vista e canale Ue-Usa riaperto

Missione compiuta per Giorgia Meloni a Washington. Il tanto atteso faccia a faccia con Donald Trump si è concluso con un’apertura storica: il presidente americano ha garantito la sua disponibilità a un accordo commerciale con l’Unione Europea. Un successo che la premier italiana si intesta in pieno, dopo settimane di tensioni transatlantiche.

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Trump ha dichiarato: «L’accordo con l’Ue si farà al 100%», elogiando Meloni con parole mai usate prima da lui nei confronti di un leader europeo. «Ha fatto un ottimo lavoro, è una persona speciale, rispettata da tutti», ha detto il tycoon, lanciando frecciate neanche troppo velate a Macron e Sanchez.

Il faccia a faccia decisivo

L’incontro ha raggiunto l’obiettivo principale: sbloccare il dialogo tra Washington e Bruxelles. Trump ha accettato di incontrare Ursula von der Leyen, e lo farà a Roma, su invito diretto della premier. Meloni si era preparata anche all’ipotesi estrema di trattare da sola per conto dell’Italia, ma non ce n’è stato bisogno. L’intesa politica e personale tra i due ha fatto il resto.

Una vittoria diplomatica importante per Meloni, che si traduce ora in un “credito” da spendere a Bruxelles. Come? Ad esempio, chiedendo che le spese militari (che l’Italia porterà al 2% del PIL come richiesto dalla NATO) siano scorporate dal Patto di Stabilità.

Gas, spese militari e Cina: gli altri dossier

Sul tavolo dell’incontro anche i temi del gas liquefatto e del riarmo europeo. Meloni ha confermato l’intenzione dell’Italia di aumentare gli acquisti di GNL americano, mentre Trump ha ribadito la necessità che l’Europa spenda di più per la difesa.

Altro nodo: la Cina. Trump chiede un fronte comune europeo, anche se ha ammesso che «con Pechino un accordo si troverà». Questo ammorbidisce i toni e rende più facile per l’Italia giocare il ruolo di mediatore tra le grandi potenze.

Italia protagonista a Bruxelles

Meloni, forte del sostegno del PPE e in particolare di Manfred Weber, ha consolidato la sua posizione anche a livello europeo. Il viaggio a Washington non è stato solo un successo diplomatico, ma una mossa strategica che rafforza il ruolo dell’Italia nel dibattito interno all’Unione.

Il rischio di una nuova tempesta sui dazi non è scongiurato: Trump ha ribadito che gli Stati Uniti sono stati “imbrogliati” dagli attuali rapporti commerciali. Ma l’apertura al dialogo rappresenta un cambio di passo fondamentale. Come Meloni ha spiegato al tycoon, un’escalation di dazi e contro-dazi danneggerebbe tutti. E un compromesso conviene a entrambe le sponde dell’Atlantico.

Ora tocca all’Unione Europea

Meloni ha fatto la sua parte: ha aperto un canale con la Casa Bianca. Ora la palla passa a Bruxelles, che dovrà mostrarsi compatta e pronta a cogliere questa occasione. L’Italia, intanto, ha già segnato un punto pesante nel match della geopolitica. E il ruolo della premier è sempre più centrale, non solo in Italia, ma anche nel gioco delle grandi potenze mondiali.