giovedì, Febbraio 19

“Abbiamo le prove”. Garlasco, gli avvocati di Sempio in procura: cosa succede

Il 19 febbraio 2023, un nuovo capitolo si è aperto nel caso dell’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007.

Gli avvocati di Andrea Sempio, l’uomo accusato dell’omicidio, si sono presentati presso la Procura di Pavia per depositare una relazione difensiva che mette in discussione l’autenticità di uno degli elementi chiave dell’inchiesta: lo scontrino del parcheggio di Vigevano. Questo ticket, datato proprio il giorno dell’omicidio, è diventato un simbolo di contesa e di interrogativi irrisolti, alimentando nel corso degli anni una serie di speculazioni e dubbi.

La questione dello scontrino non è solo una questione di carta e inchiostro; è un tassello cruciale in un mosaico di eventi tragici e complessi. La difesa di Sempio ha affermato di aver dimostrato l’autenticità del biglietto, respingendo le accuse di manomissione. Ma cosa significa realmente questo per il caso? E come si inserisce questa nuova informazione nel contesto di un omicidio che continua a suscitare interesse e indignazione?

Il ticket di parcheggio, secondo la narrazione di Sempio, rappresenterebbe una sorta di prova della sua presenza a Vigevano in un momento cruciale. Sempio ha dichiarato di aver atteso il rientro della madre per prendere l’auto e recarsi in libreria, dove, una volta parcheggiato, avrebbe ritirato lo scontrino. Tuttavia, la libreria era chiusa, e il suo viaggio si è trasformato in un tragico ritorno a casa, dove ha appreso della morte di Chiara Poggi. Questo racconto, intriso di dettagli quotidiani, si scontra con la dura realtà di un omicidio che ha scosso l’Italia.

La difesa ha presentato una relazione tecnica che analizza la qualità della carta e le caratteristiche della macchina erogatrice dello scontrino, sostenendo che essa fosse dotata di schede interne che renderebbero impossibile un’alterazione manuale dell’orario di stampa. L’avvocato Liborio Cataliotti ha affermato con fermezza: “Abbiamo dimostrato che non è un falso”. Tuttavia, questa affermazione, sebbene forte, non basta a risolvere il mistero. Infatti, lo scontrino, pur essendo autentico, non fornisce un alibi definitivo per Sempio. Non è “individualizzante”, il che significa che non può stabilire con certezza chi fosse alla guida dell’auto o chi avesse effettivamente pagato il parcheggio.

Questo punto tecnico è cruciale. La difesa ha cercato di dimostrare che l’autenticità del biglietto esclude l’ipotesi di un falso, ma non riesce a rispondere alla domanda fondamentale: chi era realmente presente a Vigevano in quel momento? La mancanza di prove concrete che colleghino Sempio a quell’ora e a quel luogo continua a pesare sul caso, come un’ombra persistente.

Le speculazioni riguardanti l’origine dello scontrino non si sono fatte attendere. Tra le ipotesi circolate nel corso degli anni, c’è quella che suggerisce che il biglietto possa essere stato ritirato dalla madre di Sempio, che si sarebbe recata a Vigevano per incontrare un conoscente. Questa versione, però, è stata sempre smentita dalla famiglia di Sempio, che ha difeso strenuamente la propria innocenza. La questione si complica ulteriormente, poiché il tempo intercorso tra l’omicidio e la presentazione dello scontrino agli investigatori ha alimentato ulteriori dubbi e interrogativi.

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