È morto Alex Zanardi, uno degli sportivi italiani più amati e rispettati al mondo. Aveva 59 anni e da tempo le sue condizioni di salute erano mantenute riservate, dopo il grave incidente in handbike del 2020. La notizia è stata comunicata dalla famiglia e dall’associazione Obiettivo 3, da lui stesso fondata per sostenere gli atleti con disabilità.
Con la sua scomparsa se ne va non solo un campione, ma un simbolo universale di forza, determinazione e capacità di reinventarsi di fronte alle difficoltà più estreme.
Dalla Formula 1 al sogno americano

Nato a Bologna, Zanardi aveva iniziato la sua carriera nei kart, mostrando fin da giovane un talento fuori dal comune. Il passaggio alle categorie superiori lo porta rapidamente fino alla Formula 1, dove debutta nei primi anni Novanta.
Dopo esperienze con diversi team, la vera consacrazione arriva negli Stati Uniti, nel campionato CART (oggi IndyCar). Qui diventa una vera e propria icona, conquistando vittorie spettacolari e guadagnandosi il soprannome di “The Italian Legend”.
Alcuni sorpassi, come quello rimasto celebre a Laguna Seca, sono entrati nella storia dell’automobilismo mondiale.
L’incidente del 2001 e la rinascita
Nel 2001, durante una gara in Germania, la carriera di Zanardi subisce una svolta drammatica. Un terribile incidente gli provoca la perdita di entrambe le gambe. Le sue condizioni appaiono subito gravissime.
È il momento che avrebbe potuto segnare la fine di tutto. E invece diventa l’inizio di una nuova vita. Dopo numerosi interventi e una lunga riabilitazione, Zanardi torna a guidare, adattando le vetture alle sue condizioni.
La sua ironia resta intatta, come dimostrano le battute con cui affrontava la nuova realtà. Un modo per trasformare il dolore in forza e continuare a guardare avanti.
Il trionfo paralimpico
La seconda parte della sua carriera è forse quella che lo ha reso ancora più grande. Zanardi si dedica all’handbike e diventa uno dei protagonisti assoluti dello sport paralimpico.