Comitato al Viminale: rafforzate le misure
La decisione è maturata al termine del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato al Viminale dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Alla riunione hanno partecipato i vertici delle forze di polizia e dell’intelligence per valutare il livello di rischio dopo l’escalation tra Stati Uniti, Israele e Iran.
L’obiettivo è prevenire possibili azioni dimostrative, atti ostili o infiltrazioni estremiste in un contesto di forte tensione internazionale.
Ambasciate, porti e infrastrutture strategiche
Il piano di sicurezza prevede un potenziamento della vigilanza attorno alle ambasciate statunitensi e israeliane, oltre che presso consolati e sedi diplomatiche considerate a rischio.
Sotto stretta osservazione anche porti, aeroporti e stazioni ferroviarie, ritenuti snodi strategici e potenziali obiettivi simbolici. Rafforzati i controlli anche nei pressi di infrastrutture energetiche e sedi istituzionali.
Intelligence e monitoraggio online
Un ruolo centrale è affidato all’attività del Comitato di analisi strategica antiterrorismo (Casa), che ha intensificato le riunioni operative. L’intelligence sta rafforzando il monitoraggio informativo per intercettare eventuali segnali di radicalizzazione o pianificazione di azioni violente.
Particolare attenzione è rivolta al web e ai social network, dove eventuali messaggi di propaganda o incitamento potrebbero rappresentare indicatori precoci di rischio.
Roma e Milano sotto massima attenzione
Nella Capitale la vigilanza resta elevata soprattutto nell’area del Ghetto ebraico e nelle zone che ospitano sedi diplomatiche. Sono previste manifestazioni in piazza Santi Apostoli e nei pressi dell’ambasciata degli Stati Uniti in via Veneto.


















