Venerdì, poche ore dopo il ritrovamento, i genitori hanno deposto un fiore nel punto esatto del bosco dove Annabella è morta. Un gesto silenzioso, lontano da telecamere e clamore.
Il dettaglio che inquieta: il cerotto sulle labbra
A rendere il quadro ancora più disturbante è emerso un particolare che ha immediatamente colpito l’opinione pubblica: le labbra di Annabella erano sigillate con un cerotto fissato da una garza.
Secondo la prima ricostruzione, sarebbe stata la stessa ragazza ad applicarlo prima di togliersi la vita. Una circostanza che, pur non essendo ritenuta incompatibile con l’ipotesi del suicidio, ha inevitabilmente alimentato dubbi e domande sul piano umano e simbolico.
Le polemiche sulle ricerche: il corpo trovato da una residente
Parallelamente è esplosa la polemica sulle modalità delle ricerche. Per giorni sono stati impiegati oltre cinquanta tra vigili del fuoco, forze dell’ordine e volontari della Protezione civile. Eppure il corpo non è stato individuato dagli operatori.
A trovarlo è stata una residente che portava a spasso il cane, imboccando una stradina laterale sterrata adiacente a via Euganea Teolo. Un dettaglio che ha sollevato interrogativi sull’efficacia dei sopralluoghi, soprattutto considerando che il luogo del ritrovamento era a breve distanza dalla bicicletta.
I messaggi sui social e il clima di sospetto
Il caso ha assunto ulteriore risonanza sui social network. Sull’ultimo post pubblicato da Annabella su Threads sono comparsi screenshot di una conversazione con un uomo – il cui profilo risulta ora cancellato – in cui la ragazza scriveva frasi come: “se diventi il mio stalker ti individuo subito” e “se crepo o mi succede qualcosa ora sappiamo di chi è la colpa”.
Gli investigatori invitano alla massima cautela e ritengono che tali scambi non siano collegati alla morte. Tuttavia, il contenuto ha contribuito ad alimentare un clima di sospetto e la ricerca di un responsabile sul piano mediatico.
L’autopsia e i dubbi da chiarire
L’autopsia, prevista per martedì, rappresenta ora un passaggio cruciale. Dovrà confermare la dinamica del decesso e fugare eventuali dubbi forensi. Solo allora, secondo la Procura, sarà possibile chiudere definitivamente il cerchio investigativo.
Resta una storia segnata da silenzi, da un viaggio solitario nel gelo e da un bosco che ha restituito troppo tardi il corpo di una ragazza di 22 anni. Una vicenda che, pur nel rispetto del dolore della famiglia, continua a interrogare un’intera comunità.


















