“Perché ca*** lo hai fatto?”. Spunta ora l’intercettazione di Andrea Sempio: le parole dopo la tragedia
Il delitto di Garlasco torna prepotentemente sotto i riflettori dopo la scoperta del dna “Ignoto 3” trovato nella bocca di Chiara Poggi. A riaccendere i riflettori sul caso è anche una intercettazione esclusiva trasmessa nella puntata di Quarta Repubblica su Rete 4, che coinvolge Andrea Sempio, l’amico di Chiara finito di recente sotto indagine.
L’audio inedito del 2017
La registrazione, risalente al 17 febbraio 2017, era stata archiviata dalla Procura di Pavia ed è un ambientale in cui Sempio parla al telefono con un interlocutore ignoto. Il tema è il suicidio dell’amico Michele, trovato impiccato nel 2016, un anno dopo la condanna definitiva di Alberto Stasi per l’omicidio di Chiara.
Il dialogo è carico di emozione e dolore. Sempio dice: “Da 0 a 18 anni è stato il mio più grande amico, tutte le ca**ate le abbiamo fatte insieme. Ti vedevi tutti i giorni e poi un annetto fa si è impiccato. Michele si è impiccato, però che c*o”.
Il messaggio criptico e la frase dei Club Dogo
Poco prima di togliersi la vita, Michele aveva pubblicato su Facebook un post inquietante, una citazione dalla canzone dei Club Dogo “La Verità”: “La verità sta nelle cose che nessuno sa. La verità mai nessuno te la racconterà”. Un messaggio che, nel tempo, ha alimentato dubbi e teorie sui possibili legami tra gli amici di Chiara e il delitto di Garlasco.
“Perché ca*** lo hai fatto?”: il secondo audio
Nella trasmissione è stato diffuso anche un secondo audio, in cui Sempio sembra parlare da solo, come rivolgendosi idealmente all’amico scomparso: “Con tutte le robe che potevi fare nella tua vita, proprio impiccarti. M*****a, vattene in comunità, te ne andavi in comunità. Dalla comunità ne esci. Io non posso dire un c***o perché non ti ero vicino. Pa***a, ma pa***a, che c***o ti impicchi”.
Le parole rivelano un dolore profondo e un senso di colpa. Tuttavia, sul piano investigativo, l’intercettazione non aggiunge elementi concreti al nuovo filone d’inchiesta sul dna “Ignoto 3”. Resta però un documento che riapre un capitolo mai chiarito, quello delle amicizie di Chiara e delle ombre che ancora gravitano intorno a quel gruppo.
Un caso che, a 18 anni dal delitto, continua a scuotere l’opinione pubblica.
