sabato, Novembre 29

Assalto a La Stampa, è bufera sulle parole di Francesca Albanese: Meloni attacca, la politica insorge

Il giorno dopo l’irruzione nella redazione de La Stampa a Torino, la polemica politica non si ferma. Trentaquattro persone sono state denunciate dopo il raid avvenuto durante le manifestazioni per lo sciopero generale, ma a scatenare una miccia ancora più esplosiva sono state le parole di Francesca Albanese, relatrice speciale dell’Onu sui territori occupati.

Intervenendo all’evento “Rebuild Justice” a Roma, Albanese ha definito l’attacco «da condannare», aggiungendo però che deve essere anche «un monito per la stampa». Una frase che ha sollevato un’ondata di reazioni indignate, fino al livello più alto delle istituzioni.

Meloni: «La violenza non si giustifica né si capovolge»

Durissima la premier Giorgia Meloni, che sui social parla di parole «molto gravi». Per la presidente del Consiglio, suggerire che la responsabilità dell’assalto sia anche della stampa «significa capovolgere la realtà».

«La violenza non si giustifica, non si minimizza, non si rovescia. La libertà di stampa è un pilastro della democrazia e va difesa sempre, senza ambiguità», scrive la premier.

La politica insorge: dall’area di governo all’opposizione

Le reazioni sono trasversali. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani definisce le parole di Albanese «sconcertanti»: «Inconcepibile insinuare che chi subisce violenza se la sia meritata».

Durissimo anche Maurizio Gasparri (Forza Italia), che attacca frontalmente: «È incommentabile. È con l’Onu o con Hamas? Quando verrà rimossa dagli incarichi?».

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