mercoledì, Giugno 24

Enrica Bonaccorti, Bassetti commosso: “Portata via da un tumore bast***o come mia madre”

Non è solo il lutto di un medico per una persona pubblica. È qualcosa di più personale, e si sente. Matteo Bassetti, uno degli infettivologi più noti d’Italia, ha affidato a Instagram un messaggio di addio a Enrica Bonaccorti che ha colpito per la sua sincerità: “Anche la mia mamma ci è stata portata via da questo tumore che è davvero subdolo e bastardo.” Parole che vanno oltre il tributo istituzionale e toccano qualcosa di universale — perché il tumore al pancreas non fa distinzioni, colpisce personaggi famosi e persone comuni, e lascia ogni volta le stesse domande senza risposta.

bassetti bonaccorti

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Enrica Bonaccorti è morta oggi, 12 marzo 2026, a 76 anni, dopo meno di un anno di battaglia contro un tumore al pancreas diagnosticato nell’estate 2025. La chemioterapia non aveva dato i risultati sperati. La radioterapia non era bastata. Il tumore era rimasto inoperabile fino alla fine. Bassetti ha voluto ricordarla accanto ad altri due nomi che molti non dimenticheranno mai: Gianluca Vialli ed Eleonora Giorgi, portati via dalla stessa malattia dopo averla affrontata con la stessa dignità pubblica.

Ma nel messaggio di Bassetti c’è anche qualcosa di più urgente di un necrologio. C’è un appello. E riguarda tutti noi.

Bassetti: “Un tumore aggressivo e spesso asintomatico — imparate a riconoscerlo”

Nell’intervento su Instagram, Bassetti ha voluto trasformare il dolore per la perdita in un messaggio di salute pubblica. “È un tumore aggressivo, spesso asintomatico nelle fasi iniziali, rendendo difficile la diagnosi precoce”, ha scritto.

I sintomi che compaiono nelle fasi avanzate includono dolore addominale che si irradia alla schiena, ittero — colorazione gialla della pelle e degli occhi —, perdita di peso inspiegabile, nausea e diabete di nuova insorgenza. Segnali che spesso vengono attribuiti ad altre cause, ritardando una diagnosi che, nel tumore al pancreas, fa la differenza tra un intervento possibile e uno impossibile.

Il problema strutturale di questa malattia è proprio questo: quando si manifesta con sintomi evidenti, nella maggior parte dei casi è già in stadio avanzato. Non esistono ancora screening di massa efficaci come quelli per altri tumori. E la chirurgia — l’unica opzione potenzialmente curativa — è praticabile solo in una minoranza di casi, quelli in cui la diagnosi arriva in tempo.

“Grazie Enrica — far diventare pop la malattia serve alla prevenzione”

Bassetti ha poi sottolineato il valore della scelta di Enrica Bonaccorti di raccontare pubblicamente la propria battaglia: “Far diventare pop e non nascondere la malattia, come ha fatto la Bonaccorti, mi auguro che serva per fare ancora di più sulla prevenzione e sulla cura di questo tumore, davvero ‘bastardo’.” Un concetto che l’infettivologo porta avanti da tempo: la visibilità pubblica delle malattie oncologiche — quando gestita con dignità e consapevolezza — può contribuire a ridurre la paura, aumentare la consapevolezza e spingere più persone a rivolgersi al medico in presenza di sintomi sospetti.

Enrica Bonaccorti aveva fatto esattamente questo. Come Vialli. Come Giorgi. E oggi Bassetti chiude il suo messaggio con tre parole semplici: “Grazie Enrica. Buon viaggio. Riposa in pace.”

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