I sintomi che compaiono nelle fasi avanzate includono dolore addominale che si irradia alla schiena, ittero — colorazione gialla della pelle e degli occhi —, perdita di peso inspiegabile, nausea e diabete di nuova insorgenza. Segnali che spesso vengono attribuiti ad altre cause, ritardando una diagnosi che, nel tumore al pancreas, fa la differenza tra un intervento possibile e uno impossibile.
Il problema strutturale di questa malattia è proprio questo: quando si manifesta con sintomi evidenti, nella maggior parte dei casi è già in stadio avanzato. Non esistono ancora screening di massa efficaci come quelli per altri tumori. E la chirurgia — l’unica opzione potenzialmente curativa — è praticabile solo in una minoranza di casi, quelli in cui la diagnosi arriva in tempo.
“Grazie Enrica — far diventare pop la malattia serve alla prevenzione”
Bassetti ha poi sottolineato il valore della scelta di Enrica Bonaccorti di raccontare pubblicamente la propria battaglia: “Far diventare pop e non nascondere la malattia, come ha fatto la Bonaccorti, mi auguro che serva per fare ancora di più sulla prevenzione e sulla cura di questo tumore, davvero ‘bastardo’.” Un concetto che l’infettivologo porta avanti da tempo: la visibilità pubblica delle malattie oncologiche — quando gestita con dignità e consapevolezza — può contribuire a ridurre la paura, aumentare la consapevolezza e spingere più persone a rivolgersi al medico in presenza di sintomi sospetti.
Enrica Bonaccorti aveva fatto esattamente questo. Come Vialli. Come Giorgi. E oggi Bassetti chiude il suo messaggio con tre parole semplici: “Grazie Enrica. Buon viaggio. Riposa in pace.”

















