mercoledì, Luglio 22

Bimbo di 11 anni cacciato dal bus nella neve: l’autista rischia il processo

Era la fine di gennaio, nel pieno del periodo pre-Olimpiadi di Milano-Cortina. Un bambino di 11 anni fu fatto scendere da un autobus lungo la tratta tra San Vito di Cadore e Vodo di Cadore, in provincia di Belluno, perché sprovvisto del nuovo biglietto “olimpico” da 10 euro introdotto da pochi giorni. Senza cellulare, con la neve che cadeva e il freddo pomeridiano delle Dolomiti, il ragazzino percorse a piedi circa sei chilometri lungo la pista ciclabile che collega i due comuni. Quando arrivò a casa era in stato di ipotermia. La madre sporge denuncia. E ora la Procura di Belluno non ha nessuna intenzione di archiviare.

L’autista rischia il processo per abbandono di minore

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L’autista coinvolto è Salvatore Russotto, 61 anni, dipendente della società La Linea che opera in subappalto per Dolomiti Bus. L’ipotesi di reato contestata dalla Procura è quella di abbandono di minore — un’accusa seria, che porta con sé conseguenze penali significative. La magistratura ha raccolto elementi e testimonianze utili a ricostruire l’accaduto e ha deciso di procedere con l’emissione di un avviso di garanzia, aprendo così la fase conclusiva dell’inchiesta.

Nel frattempo Russotto si è scusato pubblicamente ed è stato reintegrato in azienda, spostato però ad altra mansione. Tra le opzioni difensive aperte, non si esclude il patteggiamento, che potrebbe evitare un passaggio in aula.

La famiglia cambia idea: “Non volevamo conseguenze così pesanti”

Ma c’è un colpo di scena. La posizione della famiglia, negli ultimi giorni, è parzialmente cambiata. La madre ha fatto sapere che l’obiettivo non era mai stato quello di arrivare a conseguenze penali gravi per l’autista. “Non volevamo il licenziamento dell’autista, ma solo le sue scuse”, ha dichiarato, spiegando che l’intento principale era sollevare un problema legato alla gestione del servizio e alla rigidità delle nuove regole introdotte con il biglietto olimpico. “Per noi questo è stato sufficiente”, ha aggiunto, sottolineando come la vicenda abbia già prodotto un effetto concreto: la revisione di quella misura contestata.

Il nodo giudiziario: il ritiro della querela non basta

Il problema è che sul piano legale la volontà della famiglia conta fino a un certo punto. Il reato di abbandono di minore è procedibile d’ufficio — il che significa che anche un eventuale ritiro formale della querela non sarebbe sufficiente a bloccare il procedimento. La macchina della giustizia, una volta avviata, va avanti indipendentemente dalla posizione della parte offesa. L’autista dovrà rispondere davanti alla magistratura, con o senza la denuncia della madre.

Il biglietto olimpico che ha scatenato tutto

Al centro di questa storia c’è anche una misura contestata fin dalla sua introduzione: il biglietto “olimpico” da 10 euro, pensato per gestire i flussi di passeggeri nelle aree interessate dai Giochi di Milano-Cortina. Una tariffa più alta del normale, introdotta in modo repentino, che creò subito polemiche. Il caso del bambino di Belluno ha avuto l’effetto di accelerarne la revisione — un risultato concreto che la madre ha riconosciuto come sufficiente a chiudere, almeno per lei, la questione.

Ma la questione giudiziaria, come detto, è tutt’altra storia. E un bambino di 11 anni che cammina da solo per sei chilometri nella neve, in stato di ipotermia, è una vicenda che difficilmente un tribunale potrà archiviare con una stretta di mano.