giovedì, Gennaio 15

“C’è una bomba a bordo”, aereo scortato dai caccia: panico in cielo

Un messaggio letto per caso, una parola di troppo e la sicurezza aerea entra in massima allerta. È quanto accaduto nella mattinata di giovedì 15 gennaio, quando un volo di linea partito da Istanbul e diretto a Barcellona è stato scortato da caccia militari dopo la segnalazione di una possibile bomba a bordo.

L’episodio, avvenuto sui cieli della Spagna, ha attivato immediatamente i protocolli internazionali antiterrorismo, trasformando un normale collegamento commerciale in un’emergenza ad alta intensità, con l’intervento delle forze armate e delle unità speciali di sicurezza aeroportuale.

Il messaggio che fa scattare l’allarme

Il volo TK1853 della Turkish Airlines procedeva regolarmente verso la Catalogna quando a bordo è emersa una segnalazione inquietante. Un passeggero avrebbe scritto sul proprio telefono un messaggio contenente la frase “c’è una bomba”, visibile accidentalmente a chi sedeva accanto.

Il contenuto, interpretato come una minaccia concreta, è stato immediatamente riferito al personale di cabina, che ha allertato il comandante. A quel punto, seguendo i protocolli di sicurezza, il pilota ha contattato le autorità di controllo del traffico aereo, comunicando la possibile presenza di un ordigno.

Decollano i caccia militari

“C’è una bomba”: panico in volo, decollano i caccia militari

Le autorità spagnole hanno trattato l’allarme come credibile. In pochi minuti è stato ordinato il decollo di due caccia dell’aeronautica militare, che hanno intercettato il velivolo civile mentre sorvolava lo spazio aereo nazionale.

I jet da combattimento hanno affiancato l’aereo, scortandolo fino all’atterraggio per impedire qualunque deviazione non autorizzata e garantire il controllo totale della situazione. Una procedura rara, ma prevista in caso di minacce potenzialmente terroristiche.

Atterraggio d’emergenza e evacuazione

L’aereo è atterrato all’aeroporto di Barcellona, dove è stato subito indirizzato verso un’area remota dello scalo, lontana dal traffico ordinario. Ad attendere il velivolo c’erano decine di agenti della Guardia Civil, unità cinofile, artificieri, vigili del fuoco e personale sanitario.

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