giovedì, Luglio 2

Patrimoniale, scontro totale tra Meloni, Schlein e Conte: cosa sta succedendo davvero

Il dibattito sulla patrimoniale torna a incendiare il confronto politico. La premier Giorgia Meloni ha voluto rassicurare gli elettori dichiarando che, sotto un governo di centrodestra, la patrimoniale «non vedrà mai la luce». Un messaggio diretto alla base conservatrice e una risposta alle pressioni della sinistra e della Cgil, che hanno rilanciato il tema in vista dello sciopero generale del 12 novembre.

Il riferimento arriva anche dalla vittoria del nuovo sindaco democratico di New York, Zohran Mamdani, che nei giorni scorsi ha parlato di aumenti fiscali per ricchi e grandi aziende. Una posizione che in Italia ha riacceso lo scontro politico.

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La replica di Elly Schlein: governo accusato di aumentare le tasse

La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha risposto con durezza, ricordando come – nonostante le rassicurazioni della premier – «la pressione fiscale sia salita al 42,8%, il massimo degli ultimi dieci anni».

Secondo Schlein, la prossima manovra economica favorirebbe ancora una volta «i più ricchi, non il ceto medio impoverito», con interventi sull’Irpef giudicati insufficienti e ingiusti.

Conte si sfila: «La patrimoniale non è all’ordine del giorno»

Inaspettatamente, il leader del Movimento Cinque Stelle Giuseppe Conte ha preso le distanze, raffreddando il fronte progressista. «Una patrimoniale non è all’ordine del giorno», ha dichiarato, lasciando così il PD e la Cgil soli nel sostegno alla misura.

Una posizione che conferma la crescente difficoltà delle opposizioni nel trovare una strategia unitaria sui temi fiscali.

Centrodestra compatto: «Pericolosa per i risparmi degli italiani»

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha ribadito che l’obiettivo dell’esecutivo è sostenere famiglie, imprese e ceto medio. La patrimoniale viene considerata una scelta sbagliata: «pericolosa per i risparmi degli italiani».

A sostenerlo anche esponenti dei partiti alleati: Mariastella Gelmini ha definito la proposta una misura «a corto di idee», mentre rappresentanti di Azione parlano di una sinistra «che sa farsi male da sola».

Sciopero Cgil: lo scontro diventa politico

La discussione sulla patrimoniale si intreccia con il clima teso attorno allo sciopero generale del 12 novembre. Il vicepremier Antonio Tajani ha criticato Landini accusando la Cgil di voler «creare un weekend lungo», più che difendere realmente i lavoratori.

Tajani ha poi lasciato intendere che il segretario confederale possa avere ambizioni da leader della sinistra, una provocazione che alimenta ulteriormente lo scontro.

Il tema patrimoniale, da sempre divisivo, si conferma una linea di frattura netta tra maggioranza e opposizioni. E con la legge di bilancio alle porte, lo scontro non sembra destinato a spegnersi: anzi, potrebbe diventare uno dei terreni centrali dello scontro politico nelle prossime settimane.