Uno scontro che avrebbe segnato definitivamente l’isolamento della ministra, facendo emergere come ormai fossero sempre meno le sponde politiche disposte a sostenerla.
Il passo indietro e la lettera
A quel punto, con il rischio concreto di una sfiducia pubblica e senza più coperture interne, Santanchè ha scelto di fare un passo indietro.
Le dimissioni arrivano con una lettera che non nasconde l’amarezza e che lascia intravedere una rottura politica non del tutto ricomposta.
Il futuro: spunta il nome di Zaia
Con il ministero del Turismo ora vacante, si apre il tema della successione. L’obiettivo, nelle intenzioni della premier, è quello di segnare una “fase due” del governo con profili più solidi e meno esposti.
Tra i nomi che iniziano a circolare con maggiore insistenza c’è quello di Luca Zaia, figura di peso e da tempo indicata come possibile risorsa per un ruolo nazionale.
Al momento non ci sono conferme ufficiali, ma da ambienti politici il nome viene indicato come uno dei più graditi.
Una crisi che lascia il segno
La vicenda Santanchè non è solo una crisi individuale, ma un passaggio che lascia un segno più profondo nella maggioranza.
Perché dietro le dimissioni si intravede una dinamica chiara: quando le tensioni interne esplodono, anche gli equilibri più consolidati possono saltare in poche ore.