giovedì, Febbraio 19

Meloni sul referendum: “Italiani votate con coscienza”, poi la risposta a Mattarella

«Andate a votare, ma votate con coscienza, guardando a quello per cui state votando e non ad altro. E votate per voi, non per me, contro di me, perché non c’entra niente». È l’appello lanciato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un’intervista a Sky Tg24 sul referendum relativo alla riforma della giustizia, che prevede la separazione delle carriere dei magistrati.Un passaggio che arriva in un clima politico acceso, con il rischio – secondo la premier – che la consultazione venga trasformata in un voto sul governo anziché sul merito del provvedimento.

Il richiamo di Mattarella e il rispetto tra istituzioni

Meloni ha commentato anche le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenuto in via straordinaria alla seduta del Csm per richiamare al rispetto reciproco tra le istituzioni.

«Ho trovato le parole del presidente giuste e doverose», ha dichiarato la premier, spiegando di non averlo sentito nelle ultime ore ma di averlo incontrato la sera precedente. «È giusto il richiamo al rispetto delle istituzioni ed è corretto che un’istituzione come il Csm si mantenga estranea dalle diatribe di natura politica».

“Una riforma di buon senso, non di destra o di sinistra”

Secondo Meloni, la riforma Nordio non è ideologica ma strutturale. «Non è una riforma di destra o di sinistra», ha ribadito, sottolineando che la separazione delle carriere è stata proposta negli anni da diverse forze politiche.

Per la presidente del Consiglio si tratta di «una semplice riforma di buon senso che consente di avere una giustizia più giusta», capace di liberare il merito dei magistrati dal peso delle correnti e di stabilire un principio ritenuto centrale: «Anche il magistrato, quando dovesse sbagliare, verrà giudicato da un organismo terzo».

La premier ha invitato a mantenere la campagna referendaria sul merito, evitando «una sorta di lotta nel fango» o una polarizzazione che trasformi il voto in un giudizio sull’esecutivo.

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