Gli investigatori stanno cercando di ricostruire ogni dettaglio:
- come sia stata somministrata la sostanza
chi possa aver avuto accesso al veleno
e soprattutto quando sia avvenuto l’avvelenamento
Secondo una delle ipotesi più delicate, la ricina potrebbe essere stata acquistata sul dark web, un canale già finito sotto la lente degli inquirenti.
I sospetti e le persone ascoltate
Oltre al marito, già sottoposto ad accertamenti, l’attenzione si allarga anche alla cerchia più vicina alla famiglia.
Tra le persone che potrebbero essere nuovamente ascoltate:
- la figlia maggiore, Alice, 19 anni, assente quella sera
- amici e conoscenti della famiglia
- contatti recenti che possano aver avuto un ruolo, diretto o indiretto
L’obiettivo è capire chi possa aver procurato e somministrato il veleno.
Il nodo dei medici indagati
Nel frattempo resta aperto anche il fronte sanitario. Alcuni medici erano finiti nel registro degli indagati nelle prime fasi dell’inchiesta.
Ma secondo i legali, quella pista sarebbe destinata a cadere. La ricina, infatti, non sarebbe facilmente individuabile in pronto soccorso, soprattutto nelle fasi iniziali.
Per questo motivo si va verso una possibile richiesta di archiviazione per il personale sanitario coinvolto.
Attesa per autopsie e centro antiveleni
La verità definitiva potrebbe arrivare solo dai prossimi passaggi chiave:
- risultati completi delle autopsie
- relazione del Centro Antiveleni
- ulteriori analisi tossicologiche
Solo allora sarà possibile chiarire con precisione tempi, modalità e responsabilità di quello che, sempre più chiaramente, si configura come un caso di omicidio.