venerdì, Marzo 13

Benzina low cost in Slovenia e San Marino: italiani in fuga oltre confine per fare il pieno

La ragione principale del divario di prezzo con la Slovenia è una scelta politica precisa. Tre giorni fa il governo di Lubiana — guidato da Robert Golob, a capo di una coalizione di centrosinistra — ha deciso di tagliare le accise sui carburanti, ovvero le imposte pagate su ogni litro di benzina o gasolio. Anche in Slovenia lo scoppio della guerra in Iran ha fatto lievitare i prezzi, ma il taglio fiscale ha attutito l’impatto in modo significativo, creando un gap rispetto all’Italia che ha immediatamente attirato l’attenzione degli automobilisti delle province confinanti.

La notizia ha fatto il giro del nord-est in pochi giorni, e il risultato è stato immediato. L’operatore della pompa di benzina Mol Slovenija al valico di Rabuiese, uno degli attraversamenti confinari più frequentati della provincia di Trieste, ha raccontato al quotidiano Il Dolomiti la situazione: “Qui vicino a Trieste il fenomeno è più contenuto e le riserve di carburante non mancano. Nel Goriziano o nel Collio è diverso, perché non sono soltanto le auto ad affluire per fare rifornimento, ma anche molti avventori dal Friuli con cisterne e macchine agricole sulle quali fare scorte di gasolio, ed è in questo modo che vanno a crearsi lunghe code.”

San Marino: 30 centesimi in meno sulla benzina, ma il gasolio risente della domanda

Discorso analogo per San Marino, dove al 10 marzo il prezzo al litro della benzina variava tra 1,55 e 1,67 euro — circa 30-40 centesimi in meno rispetto alle pompe italiane. Una differenza che ha spinto molti automobilisti, soprattutto dall’Emilia Romagna, a fare la spola con la piccola Repubblica per rifornirsi. Il gasolio, invece, ha già risentito dell’aumento della domanda: il prezzo si è avvicinato a 1,95 euro al litro, spinto proprio dall’afflusso straordinario di auto e camion provenienti dall’Italia.

Il quadro complessivo è quello di un Paese — l’Italia — che si trova schiacciato tra i prezzi energetici esplosi per la guerra e una pressione fiscale sui carburanti tra le più alte d’Europa, mentre i Paesi confinanti corrono ai ripari con tagli alle accise che Roma, per ora, non ha annunciato. Meloni aveva avvertito che chi specula sui carburanti verrà tassato. Ma il problema, per milioni di automobilisti italiani, è già adesso — e la risposta, per quelli che vivono vicino al confine, è semplice: basta attraversarlo.

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