sabato, Agosto 22

Codice della strada, i nuovi limiti per gli over 85: niente autostrada, zero alcol e guida entro 100 km da casa

Dopo gli 85 anni la patente potrebbe non essere più semplicemente una questione di rinnovo. Il testo-base del nuovo Codice della strada, infatti, apre la strada a un sistema che, per gli automobilisti più anziani, prevederebbe non solo controlli sanitari più approfonditi, ma anche precise limitazioni alla guida.

Le limitazioni previste

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Niente autostrada, divieto assoluto di guidare dopo aver bevuto alcol e spostamenti consentiti soltanto entro 100 chilometri dalla propria residenza o dimora abituale. Sono queste le tre restrizioni previste per chi rinnoverà la patente dopo aver compiuto 85 anni, almeno secondo la bozza sulla quale sono chiamate a esprimersi le associazioni coinvolte dal ministero delle Infrastrutture entro il 13 settembre.

Il provvedimento, quindi, non riguarda soltanto i giovani e le possibili novità sulla patente under 18. Un capitolo specifico è dedicato anche agli automobilisti anziani e alle modalità con cui dovranno essere accertati i requisiti per continuare a guidare.

Come funziona oggi

Per le patenti delle categorie AM, A1, A2, A, B1, B e BE, il sistema attualmente in vigore prevede rinnovi con scadenze progressive in base all’età: fino al compimento del 50° anno la patente si rinnova ogni 10 anni; fino al compimento del 70° anno ogni 5 anni; fino al compimento dell’80° anno ogni 3 anni; dopo gli 80 anni ogni 2 anni.

La possibile riforma manterrebbe in gran parte questo impianto, introducendo però una distinzione ulteriore per gli automobilisti che hanno superato gli 85 e i 90 anni.

Il nuovo schema previsto

Secondo il testo-base, fino agli 80 anni non cambierebbe nulla rispetto al sistema attuale. Anche dopo il compimento dell’80° anno il rinnovo resterebbe biennale, ma sarebbe accompagnato da una certificazione rilasciata da un geriatra.

Il quadro diventerebbe più restrittivo a partire dagli 85 anni: dagli 85 anni rinnovo per 2 anni con limitazioni alla guida; dai 90 anni rinnovo annuale, sempre con limitazioni. La novità più significativa, dunque, riguarderebbe proprio gli ultraottantacinquenni.

Tre limitazioni automatiche dopo gli 85 anni

Il testo-base individua tre possibili restrizioni, che verrebbero riportate direttamente sulla patente attraverso specifici codici: guida consentita entro un raggio massimo di 100 chilometri dalla residenza o dalla dimora abituale del titolare, con codice 62; divieto di circolare in autostrada, con codice 67; obbligo di non guidare dopo aver assunto alcol, con codice 68.

La particolarità è che queste limitazioni scatterebbero automaticamente se il rinnovo venisse effettuato attraverso il normale medico monocratico, come quello presente nelle autoscuole, nelle agenzie di pratiche auto o nelle Asl. In sostanza, per gli automobilisti che hanno superato gli 85 anni, la conferma della validità della patente potrebbe comportare automaticamente l’applicazione di tutte e tre le restrizioni.

La possibilità di rivolgersi alla Commissione medica locale

Il testo-base prevede però un’alternativa. Il titolare della patente potrebbe chiedere che l’accertamento dei requisiti fisici e psichici venga effettuato dalla Commissione medica locale, anziché dal medico monocratico.

In questo caso, però, l’automobilista dovrebbe autorizzare la Commissione ad accedere al proprio fascicolo sanitario elettronico. Una volta valutato il quadro clinico completo, la Cml avrebbe la possibilità di esaminare caso per caso la situazione del conducente, decidendo se mantenere tutte le limitazioni previste, eliminarne alcune oppure, in presenza dei requisiti necessari, cancellarle completamente.

La differenza rispetto al normale rinnovo sarebbe quindi sostanziale: le restrizioni non sarebbero necessariamente automatiche, ma potrebbero essere adattate alle effettive condizioni di salute e alle capacità di guida della persona.

Il nodo dei tempi e delle nuove regole

C’è però un’incognita importante. Il testo-base stabilisce che le modalità dell’accertamento da parte della Commissione medica locale dovranno essere definite successivamente con un decreto del ministero della Salute, adottato di concerto con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Finché quel decreto non sarà emanato, non saranno quindi chiare le procedure attraverso le quali la Cml potrà valutare l’eventuale eliminazione o modifica delle limitazioni. E qui si apre il problema dei tempi: il decreto potrà essere adottato soltanto dopo l’entrata in vigore del nuovo Codice, e non esiste, almeno per ora, una certezza su quando arriverà.

Di conseguenza, se il testo-base dovesse essere confermato senza modifiche, potrebbe esserci una fase iniziale nella quale gli ultraottantacinquenni sarebbero sottoposti alle limitazioni automatiche, senza avere ancora una procedura operativa per chiedere alla Commissione medica locale di riesaminarle. Un’ipotesi che dipenderà sia dalla versione definitiva del nuovo Codice sia dai decreti attuativi che dovranno seguirne l’entrata in vigore.