Alcuni ragazzi necessitano di ventilazione meccanica continua, altri sono sottoposti a dialisi a causa di un coinvolgimento renale. Leonardo Bove e un suo compagno di classe, Kean, si trovano ricoverati in posti letto adiacenti in terapia intensiva, entrambi intubati e sotto monitoraggio costante. Il rischio principale resta quello delle infezioni sistemiche, che possono compromettere rapidamente organi già messi a dura prova.
Il lavoro estenuante del Centro grandi ustionati
Il trattamento dei grandi ustionati comporta uno sforzo enorme per il personale sanitario. Ogni paziente viene sottoposto a medicazioni complete ogni 48 ore, procedure che durano anche due ore ciascuna e richiedono l’impiego contemporaneo di almeno quattro infermieri. Si tratta di interventi estremamente delicati e dolorosi, spesso eseguiti in sedazione.
Attualmente sette ragazzi si trovano in terapia intensiva, mentre altri cinque sono ricoverati presso il Centro ustioni. Nei prossimi giorni potrebbero essere programmati ulteriori interventi di innesto cutaneo, necessari per favorire la guarigione delle aree più compromesse e ridurre il rischio di infezioni.
I primi spiragli: miglioramenti per alcuni pazienti
Nonostante la gravità generale, Bertolaso ha parlato di segnali incoraggianti. «Due o tre situazioni sono molto migliorate», ha dichiarato, spiegando che per alcuni ragazzi si inizia a intravedere una possibile uscita dalla fase più critica. In particolare, uno dei pazienti viene considerato fuori pericolo: riesce a muoversi autonomamente, anche se necessita ancora di medicazioni continue e assistenza costante.



















