domenica, Novembre 30

Roma, manifestanti ProPal bruciano l’immagine di Crosetto: bandiera USA in fiamme durante il corteo

Durante il corteo di Roma “contro l’economia di guerra e per la Palestina libera”, alcuni manifestanti del collettivo universitario Cambiare Rotta hanno dato alle fiamme una bandiera degli Stati Uniti e un manifesto raffigurante il ministro della Difesa Guido Crosetto con la scritta: “Non ci arruoliamo”. Le immagini, condivise tramite una storia Instagram dal movimento stesso, hanno subito fatto il giro dei social.

L’episodio si è verificato nel tardo pomeriggio del 29 novembre, durante una manifestazione caratterizzata da slogan contro la politica internazionale italiana, contro gli aiuti militari e contro l’alleanza tra Italia, Stati Uniti e Israele. L’azione dimostrativa ha scatenato immediate reazioni politiche, soprattutto da parte della maggioranza di governo.

L’immagine di Crosetto bruciata: il gesto dei collettivi studenteschi

Nel video diffuso sui social, alcuni giovani militanti accendono il manifesto con il volto di Crosetto, mentre un altro gruppo brucia una bandiera statunitense. L’obiettivo del gesto, spiegano gli attivisti sui propri canali, sarebbe quello di denunciare l’impegno italiano nelle politiche militari internazionali e l’idea di un Paese “complice dell’economia di guerra”.

Cambiare Rotta, già protagonista di altre azioni provocatorie negli ultimi mesi, ha rivendicato il gesto definendolo “atto politico contro la militarizzazione e le responsabilità italiane nei conflitti globali”.

Le reazioni della politica: solidarietà immediata a Crosetto

L’episodio ha suscitato indignazione tra i rappresentanti della maggioranza. Il primo a intervenire è stato Giovanni Donzelli, deputato e responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, che in una nota ha espresso pieno sostegno al ministro della Difesa:

“Solidarietà e sostegno a Guido Crosetto per l’ignobile gesto. Se pensano di intimorirci con questi atti vili si sbagliano di grosso: non cederemo all’odio e alla violenza.”

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