mercoledì, Giugno 24

Crosetto lancia l’allarme sulla guerra ibrida: “Cyber attacchi, disinformazione e furto di tecnologia sono le nuove armi”

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha delineato un quadro che supera i confini della guerra tradizionale. Intervenendo all’evento “Sicurezza, Difesa, Infrastrutture Intelligenti”, il ministro ha richiamato l’attenzione sulle violenze del conflitto in Ucraina e in Israele, evidenziando numeri drammatici che fotografano la brutalità quotidiana delle operazioni militari.

Crosetto ha riferito che nella guerra russo-ucraina si registrano tra 1.500 e 1.800 morti al giorno tra i due schieramenti, mentre la Russia continua a reclutare fino a 40.000 uomini al mese. Dati che, secondo il ministro, devono spingere a una riflessione più ampia sulla sicurezza europea.

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La guerra ibrida: cyber attacchi, disinformazione e furto di tecnologia

Oltre alla guerra tradizionale, Crosetto ha posto l’attenzione su un fronte diverso ma altrettanto strategico: la guerra non convenzionale. Una battaglia che si combatte nel cyberspazio, con attacchi informatici, campagne di disinformazione e furti di tecnologia che mirano a controllare porzioni sempre più grandi di ricchezza e know-how.

Secondo il ministro, le nuove ostilità non si misurano solo con missili o trincee, ma con la capacità di proteggere infrastrutture digitali, informazioni sensibili e innovazione. “Il futuro si costruisce su pezzi di ricchezza che oggi qualcuno sta cercando di occupare”, ha spiegato.

Europa troppo frammentata: “Cooperiamo poco, ed è uno spreco enorme”

Crosetto ha denunciato la scarsa cooperazione europea, definendola uno dei principali punti deboli nella difesa del continente. Ha criticato il fatto che 27 gruppi di ingegneri dei diversi Paesi dell’Unione lavorino senza dialogare tra loro, definendolo “uno spreco” e un limite per le capacità strategiche dell’Europa.

“Siamo i numeri uno nel difendere prerogative e poteri senza esercitarli”, ha commentato, sottolineando come la mancanza di coordinamento rallenti lo sviluppo tecnologico e rafforzi le vulnerabilità nel contesto geopolitico attuale.

L’appello ai cervelli italiani all’estero

Il ministro ha poi lanciato un messaggio diretto ai ricercatori italiani emigrati all’estero. L’obiettivo della Difesa, ha spiegato, è creare una “piazza virtuale” per rimettere in contatto i talenti italiani nel mondo, coinvolgerli nelle strategie future e incoraggiare il loro rientro o contributo da remoto.

“Abbiamo i migliori bacini universitari al mondo e i nostri ricercatori sono ovunque. Forse bisognerebbe recuperarli”, ha dichiarato Crosetto, evidenziando quanto la fuga di cervelli indebolisca la capacità competitiva dell’Italia e dell’Europa.

Crosetto: “Il futuro della sicurezza passa dalla tecnologia e dall’unione”

Pur descrivendo un quadro complesso, Crosetto ha assicurato che la battaglia non è persa. Il punto chiave, ha ribadito, è superare la frammentazione e lavorare su una strategia comune in cui tecnologia, ricerca e difesa siano connesse.

“Non è solo una questione militare. È una competizione per il futuro”, ha concluso, invitando a una trasformazione profonda del modello di cooperazione europeo e all’investimento sui talenti italiani sparsi nel mondo.

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