Luigi Di Maio festeggia i suoi primi quarant’anni e rompe il silenzio dopo mesi trascorsi lontano dai riflettori. L’ex esponente di punta del Movimento 5 Stelle, in un’intervista al magazine “7” del Corriere della Sera, ripercorre la propria parabola politica e personale, dal vertiginoso successo al tracollo elettorale, fino alla nuova vita all’estero.
Il bilancio sul Movimento 5 Stelle

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Chiamato a sintetizzare con una sola parola la sua esperienza nel Movimento, Di Maio sceglie “velocità”: “È successo tutto velocemente, troppo”, racconta. E sul crollo elettorale aggiunge una riflessione autocritica: “Dovrei paradossalmente ringraziare gli elettori per quello 0,6% che mi hanno dato. Il voto del settembre 2022 fu un bagno di realtà”.
“Persi tutto in un giorno”
Il passaggio più personale riguarda il momento della caduta, vissuto come una frattura netta anche nella vita privata. “Persi tutto. In un giorno feci gli scatoloni al ministero e pure a casa, perché io e la mia precedente compagna ci lasciammo”, confida. “Volai a Berlino a trovare degli amici. Ero rimasto solo. Decisi di cambiare aria e lì incontrai Alessia”. Oggi l’ex ministro vive proprio a Berlino con la compagna e un figlio nato nel 2024.
Una carriera fulminea
La parabola di Di Maio è stata tra le più rapide della politica italiana recente. Nel 2013, a soli 26 anni, era diventato il più giovane vicepresidente della Camera. La sua ascesa era proseguita con la legislatura del 2018, quando aveva assunto il ruolo di vicepresidente del Consiglio e ministro del Lavoro nel governo Conte I, l’alleanza tra Movimento e Lega nota come “governo giallo-verde”, durata poco più di un anno.
Dopo quella caduta, Di Maio era rimasto in sella anche nel successivo governo Draghi, ricoprendo l’incarico di ministro degli Esteri. Poi, nel 2022, il tracollo elettorale che lui stesso definisce oggi “un bagno di realtà”.
La nuova vita e gli incarichi internazionali
La fine dell’esperienza politica interna non ha però segnato la sua uscita di scena. Dal giugno 2023 Di Maio ricopre l’incarico di rappresentante speciale dell’Unione Europea per il Golfo Persico, un mandato che è stato prorogato fino al febbraio 2027. E, secondo le indiscrezioni, il suo ruolo internazionale potrebbe presto ampliarsi ulteriormente, con la prospettiva di un incarico legato al processo di pace in Medio Oriente. Un nuovo capitolo, lontano dalla politica italiana, per una delle figure più discusse dell’ultimo decennio.